Un blog per la certezza della pena, per una pena proporzionale al crimine, ivi inclusa, per gli eventi più feroci, la pena di morte, pena legittimamente comminata da uno Stato civile, a difesa dei cittadini onesti. Perchè lo Stato deve stare dalla parte di Abele.

 
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07 luglio 2012

Il disordine elevato a diritto


La cassazione ha, nel giro di due giorni, inferto due colpi tremendi ad ogni concetto di giustizia, di rispetto delle regole, di ordine pubblico.
Un imprenditore vicentino è stato condannato a dodici mesi (con la condizionale) ed a pagare un risarcimento di 120mila euro a due zingari che lo avevano rapinato.
Perchè ?
Perchè, invece di subire in silenzio, aveva reagito sparando.
Il giorno successivo abbiamo letto della conferma della condanna ai funzionari di Polizia che hanno comandato l'intervento nella scuola Diaz di Genova, covo dei no global all'epoca della devastazione operata da alcuni manifestanti nel 2001, con tanto di lanci di estintori contro le Forze dell'Ordine.
Se la credibilità della giustizia italiana, con i suoi ventisette inutili processi a Berlusconi, con i completi fallimenti nei casi eclatanti di cronaca nera dove gli unici indagati sono stati completamente prosciolti, era già al livello della temperatura di superficie di Plutone, adesso la fiducia che i cittadini possono avere nei suoi confronti non sarebbe rilevata neppure con il più potente telescopio esistente.
Di una giustizia così non sappiamo proprio che farcene, quando si tutelano
quelli che distruggono,
quelli che rubano,
quelli mettono in pericolo le vite altrui,
quelli che rompono l'ordinato svolgimento di una vita cittadina,
quelli che devastano proprietà private e pubbliche,
quelli che non rispettano la vita, le idee, le proprietà altrui, ma sanno solo pretendere di vivere alle spalle di coloro che danneggiano.
Le sentenze della cassazione dimostrano che, avendo elevato a diritto il disordine, ognuno può fare quello che vuole, purchè abbia l'accortezza di mascherarsi all'interno del "politicamente corretto", visto che esporre una sola bandiera non appartenente a tale categoria ha fatto subiro scattare la reazione compulsiva e pavloviana del processo e condanna lampo.
Fino a quando potremo tollerare che chi si difende venga condannato da una giustizia che non rispecchia minimanente il sentimento di una maggioranza finora troppo silenziosa ?



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