Un blog per la certezza della pena, per una pena proporzionale al crimine, ivi inclusa, per gli eventi più feroci, la pena di morte, pena legittimamente comminata da uno Stato civile, a difesa dei cittadini onesti. Perchè lo Stato deve stare dalla parte di Abele.

 
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16 dicembre 2012

Troppe armi libere o troppi matti (e criminali) in libertà ?

Ad ogni strage compiuta in America, si innalza il coro dei proibizionisti che vorrebbero che gli Stati Uniti abrogassero il secondo emendamento, simbolo della Libertà Individuale.
Nessuno, però, che evidenzi come, anche nel caso del Connecticut, il protagonista negativo sia un soggetto non sano, afflitto da una sindrome specifica e riconosciuta e che non possedeva armi.
Infatti ha utilizzato le armi della madre.
Quanti sono, anche in Italia, i matti in libertà grazie alla "legge Basaglia" difesa strenuamente dagli stessi che vorrebbero cancellare la libertà di portare armi ?
E quanti sono i criminali, assassini conclamati, liberi per motivi vari (salute, presunto pentimento, riabilitazione) ?
E qualcuno pensa che un criminale abbia difficoltà a procurarsi armi ?
Basta pagare.
I divieti di legge valgono solo per gli onesti che, in tal modo si ritroverebbero in America, come si ritrovano in Italia, disarmati e inermi davanti ai delinquenti e nella impossibilità di intervenire per sventare un crimine, anche se non diretto contro di loro (ad esempio uno dei tanti stupri che fanno pensare a leggi ad hoc).
E un matto in libertà non avrebbe alcuna difficoltà a fare una strage con altri mezzi, ad esempio lanciandosi con l'automobile contro la folla.
Allora questa campagna contro la libertà di portare armi ha un senso solo in chiave di potere.
Se il Popolo non è armato, non può, in alcun modo, incutere timore a chi governa che usa la "forza pubblica" a suo piacimento.
Ecco perchè il secondo emendamento deve restare nella costituzione americana ed essere introdotto in quella italiana.


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26 novembre 2012

Porto d'armi per gli Italiani

A Caravaggio (BG) l'ennesimo caso di difesa con successo della proprietà privata con l'abbattimento di un ladro.
Non importa se fosse disarmato o in fuga (peraltro con la refurtiva ...) , importa che avesse violato una proprietà privata cercando di impossessarsi di oggetti altrui.
Naturalmente il commerciante che si è difeso subisce anche l'offesa dell'indagine di questa giustizia italiana piccola piccola che non tutela i cittadini onesti che si difendono.
Non potendo (e non volendo) creare uno stato di polizia (oltre a quello di polizia fiscale già in essere) l'unica strada è che gli Italiani per nazionalità, che abbiano conoscenza dell'uso delle armi (con un apposito corso o per aver svolto il servizio militare) e che non abbiano sentenze di condanna passate in giudicato per reati contro la proprietà o la persona, abbiano libertà di difendersi e di difendere i propri cari e la proprietà privata.
Scommettiamo che rapine, furti, scippi diminuirebbero drasticamente ?


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22 novembre 2012

Femminicidio, boiata sinistra.

Prende sempre più piede, con l'aiuto dei soliti giornalisti sinistri, l' orrendo neologismo "Femminicidio". E c'è chi addirittura vorrebbe aumentare la pena per questi tipi di omicidio. Discriminando gli uomini potenziali vittime di assassinii. In realtà non è altro che il solito intervento malcelato delle femministe per dare una mano ai loro amici pederasti, lesbiche e trans per arrivare a leggi contro l' omofobia, dividendo l'umanità non nei 2 unici sessi naturali, ma inventandosi i generi più svariati. 
L' omicidio è il peggior reato che esista, dal concepimento alla ultima parte della vita, da punire anche con la Pena di Morte. Senza nessuna distinzione. 
Poi, se a morire sono migliaia di Cristiani ammazzati, in Italasia il silenzio diventa assordante...





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20 settembre 2012

Un delitto odioso.

 Davanti ad un delitto così odioso come quello confessato dalla cubana Lisandra Aguila Rico, che ha ammesso di aver accoltellato a morte i coniugi Burgato a Lignano Sabbiodoro insieme al fratello, omicidio odioso non solo per il modo in cui è stato portato a termine, ma anche perchè compiuto verso due povere persone che si fidavano dei due fratelli, essendo commercianti dirimpettai alla gelateria dove è maturato il delitto, beh, è giusto invocare per l' ennesima volta la Pena di Morte. Senza indecisioni.







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22 agosto 2012

Difendersi non è reato


A Cicagna, provincia di Genova, tre Italiani sono stati arrestati per aver picchiato un marocchino accusato di ripetuti furti negli appartamenti.
Sembra che effettivamente il marocchino fosse responsabile dei furti, iniziati con il suo arrivo in paese.
Dalle “cartoline” giornalistiche sembra anche che Cicagna, prima dell’arrivo del marocchino, fosse un paesino tranquillo e sicuro.
Il marocchino pare fosse già stato in precedenza condannato per furti e piccoli reati.
Le Forze dell’Ordine, quindi, lo conoscevano come doveva essere conosciuto dai magistrati incaricati di condannare i colpevoli.
Questo non sembra sia stato fatto e il marocchino poteva continuare a girare per i paesi italiani, libero di entrare negli appartamenti altrui per rubare.
Voi cosa avreste fatto ?
La difesa personale e delle proprietà non può essere intesa solo nel senso stretto di reagire all’atto di violenza che viene compiuto, ma anche nel mettere in sicurezza una intera comunità.
Sarebbe compito dello stato, ma in sua assenza, i cittadini si riappropriano del diritto a difendere la comunità, lanciando anche un segnale nei confronti di chi volesse perpetrare ulteriori e più gravi reati (e penso, ad esempio, ai recenti casi di stupro).
Chi, dunque, potrebbe condannare, anche sul piano etico, morale e civico, i nostri tre connazionali di Cicagna se tutte le premesse elencate corrispondessero a verità ?



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07 luglio 2012

Il disordine elevato a diritto


La cassazione ha, nel giro di due giorni, inferto due colpi tremendi ad ogni concetto di giustizia, di rispetto delle regole, di ordine pubblico.
Un imprenditore vicentino è stato condannato a dodici mesi (con la condizionale) ed a pagare un risarcimento di 120mila euro a due zingari che lo avevano rapinato.
Perchè ?
Perchè, invece di subire in silenzio, aveva reagito sparando.
Il giorno successivo abbiamo letto della conferma della condanna ai funzionari di Polizia che hanno comandato l'intervento nella scuola Diaz di Genova, covo dei no global all'epoca della devastazione operata da alcuni manifestanti nel 2001, con tanto di lanci di estintori contro le Forze dell'Ordine.
Se la credibilità della giustizia italiana, con i suoi ventisette inutili processi a Berlusconi, con i completi fallimenti nei casi eclatanti di cronaca nera dove gli unici indagati sono stati completamente prosciolti, era già al livello della temperatura di superficie di Plutone, adesso la fiducia che i cittadini possono avere nei suoi confronti non sarebbe rilevata neppure con il più potente telescopio esistente.
Di una giustizia così non sappiamo proprio che farcene, quando si tutelano
quelli che distruggono,
quelli che rubano,
quelli mettono in pericolo le vite altrui,
quelli che rompono l'ordinato svolgimento di una vita cittadina,
quelli che devastano proprietà private e pubbliche,
quelli che non rispettano la vita, le idee, le proprietà altrui, ma sanno solo pretendere di vivere alle spalle di coloro che danneggiano.
Le sentenze della cassazione dimostrano che, avendo elevato a diritto il disordine, ognuno può fare quello che vuole, purchè abbia l'accortezza di mascherarsi all'interno del "politicamente corretto", visto che esporre una sola bandiera non appartenente a tale categoria ha fatto subiro scattare la reazione compulsiva e pavloviana del processo e condanna lampo.
Fino a quando potremo tollerare che chi si difende venga condannato da una giustizia che non rispecchia minimanente il sentimento di una maggioranza finora troppo silenziosa ?



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29 aprile 2012

Assedio criminale


Nell’ultima settimana i crimini tentati e commessi hanno riempito le cronache dei giornali.
In evidenza il tabaccaio che ha sventato una rapina al suo negozio abbattendo di prima mattina il delinquente.
I due gioiellieri di Roma che si sono difesi dall’ennesima rapina ed hanno abbattuto un criminale, ferito gli altri due ora catturati.
La giovane madre milanese purtroppo violentata in un parco.
E due coppie di anziani malmenati e rapinati in casa.
Di solito si chiede: cosa c’è in comune e cosa distingue questi fatti ?
Mi sembra evidente.
In comune, a coppie, è lo stesso motivo per cui, con le medesime coppie, li distingue.
I primi due episodi citati hanno visto prevalere la giustizia, gli altri hano visto prevalere il crimine.
Perché ?
Perché nei primi due casi le vittime hanno potuto reagire possedendo regolarmente un’arma da fuoco, mentre negli altri casi le vittime erano inermi nelle mani di delinquenti probabilmente loro sì in possesso di armi.
E i criminali possono tranquillamente aggiungere al vantaggio della sorpresa dell’azione delinquenziale anche il possesso (irregolare) di armi, mentre in genere noi cittadini onesti siamo non solo colti di sorpresa, ma anche in condizioni di inferiorità davanti alle armi dei banditi.
Del resto è evidente che se qualcuno di noi si fosse trovato nel parco mentre violentavano la signora milanese o nelle abitazione degli anziani aggrediti, se avessimo avuto un’arma, saremmo intervenuti, ma senza armi, in condizioni di inferiorità, nulla avremmo potuto fare per impedire o limitare le azioni criminali dei delinquenti.
Nel 2005, su spinta della Lega, fu leggermente cambiato (migliorato) l’articolo sulla legittima difesa.
Ma non basta.
E’ necessario mutuare dagli Stati Uniti la libertà per i cittadini onesti di portare armi per difesa personale.
I fatti della settimana appena trascorsa ci dicono che è l’unico sistema per poterci difendere dall’assedio della criminalità e riprenderci le nostre città.



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05 aprile 2012

Meglio un brutto processo di un bel funerale

A Fermo un gioielliere ha reagito ad una rapina sparando e abbattendo una rapinatrice.
E’ un caso che si ripete e che fa notizia, più dei tanti episodi in cui a perdere la vita è il rapinato, come è accaduto a Perugia o in cui ad essere aggrediti, malmenati, derubati, uccisi sono anziani.
La folla ha accolto con un applauso il gioielliere reattivo.
Temo che chi ha avuto la prontezza ed il coraggio di reagire avrà delle noie, come è già accaduto in passato per le vittime che hanno reagito ai loro carnefici che invece hanno potuto fruire di tutte le tutele di legge.
Come in quel recente caso in cui due rapinatori sono stati rinchiusi in una stanza e, catturati, hanno denunciato la loro vittima per sequestro di persona
Appare evidente come sia necessaria una revisione della legge sul porto d’armi e sulla legittima difesa che ampli le garanzie e la possibilità di difesa per i cittadini onesti e riduca l’arroganza dei criminali.
Quando ero militare (era nel pieno degli anni di piombio, con le brigate rosse scatenate) prima di montare di guardia (fosse in caserma, al deposito carburanti o alla polveriera) ci ricordavamo l'un l'altro che è meglio un brutto processo che un bel funerale.
Il principio è tuttora valido, anche se sarebbe il caso che, davanti alla criminalità sempre più malvagia, non fosse più necessario il brutto processo.

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