Un blog per la certezza della pena, per una pena proporzionale al crimine, ivi inclusa, per gli eventi più feroci, la pena di morte, pena legittimamente comminata da uno Stato civile, a difesa dei cittadini onesti. Perchè lo Stato deve stare dalla parte di Abele.

 
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23 settembre 2010

Teresa Lewis e Sakineh


Il presidente iraniano Ahmadinejad ha accusato gli Stati Uniti (e il mondo occidentale) di ipocrisia per aver sollevato un putiferio sulla condanna di Sakineh (la donna condannata – forse alla lapidazione – per adulterio e complicità nell’ omicidio del marito) e tacere sulla condanna a morte, mediante iniezione letale che dovrebbe essere eseguita questa sera, di Teresa Lewis per l’omicidio del marito e di un figlio. La posizione iraniana è logica sotto il profilo propagandistico, strumentale sotto quello morale e inconsistente in quello sostanziale. La condanna cui è sottoposta la Lewis è basata su: - un sistema giuridico indipendente dal potere politico e religioso; - una previsione antecedente al crimine, al processo, alla condanna; - un contraddittorio paritario tra accusa e difesa; - un sistema probatorio che prescinde da ogni tipo di tortura; - un sistema di esecuzione rispettoso della dignità del condannato e scevro da ogni inutile sofferenza. La condanna a morte della Lewis corrisponde quindi a tutti quei criteri che la fanno ritenere uno strumento corretto di : - punizione del reo - deterrenza nei confronti di chi sarebbe portato a ripetere quel reato; - difesa della società dalla reiterazione del reato. A tutta evidenza la condanna di Sakineh non corrisponde, almeno, a quattro profili necessari: - non c’è indipendenza dal potere politico e/o religioso; - non c’è parità tra accusa e difesa; - non è chiaro se la confessione sia stata estorta con la tortura o meno; - se l’esecuzione passasse attraverso la lapidazione non rispetterebbe la dignità del condannato evitandole ogni inutile sofferenza. Ma questo ultimo punto appartiene alla cultura del popolo in cui matura la condanna e, quindi, può essere legittima la differenza di sensibilità. Ma la sostanza, cioè quello che conta per esprimere un giudizio, è che ambedue i casi vedono la condanna a morte per l’omicidio del marito. Una condanna che può essere legittima a tutela dei rapporti sociali se prevista prima che il crimine sia stato commesso. Sono colpevoli o no ? Questa è la domanda essenziale, unica, cui rispondere per determinare se la pena è o meno giusta. E’, quindi, un errore paragonare i due casi, ma ancora più grave è negare il diritto ad uno stato di far eseguire una condanna a morte se rispettosa dei criteri enunciati e se il condannato è riconosciuto colpevole nel rispetto di tali principi. Perchè uno stato ha il dovere, prima ancora del diritto, di : - punire - dissuadere dal compiere quel reato - difendere la società dalla sua reiterazione da parte della stessa persona. Correlato: Ma quella Sakineh è colpevole o innocente ? Entra ne

34 commenti:

and ha detto...

Ciao, secondo me il caso di Teresa lewis non è così limpido, perchè si basa su interpretazioni, e testimonianze di altri imputati, e non semplicemente sui fatti.
E quindi in base a quali motivazioni lei è stata condannata a morte, mentre gli esecutori materiali all'ergastolo? come possono gli esecutori materiali essere meno colpevoli di lei, che è stata condannata come MENTE dell'omicidio, solo sulla base di testimonianze, deduzioni e interpretazioni, e a quanto scrivono i giornali, non sulla base di prove inoppugnabili(come potrebbe essere una registrazione telefonica)??
In caso simile, sempre che i giornali non abbiano deformato la notizia, solo DIO può sapere chi è stata la MENTE da cui è partito il progetto criminale.
Di sicuro la LEWIS è stata una complice importante, senza la sua partecipazione volontaria l'omicidio non avrebbe potuto realizzarsi, ma nessuno può con certezza da chi sia partita l'intenzione, a meno che non ci siano prove inoppugnabili(registrazioni telefoniche, dichiarazioni scritte, e cose simili)

Massimo ha detto...

Noi possiamo conoscere solo quello che riportano i giornali e poichè sono tutti schierati contro la pena di morte, le loro versioni non sono affidabili.
Proprio per tale motivo, non avendo la possibilità di studiare gli atti del processo, il mio è un discorso di carattere generale e non sul caso specifico. Anche se penso che l'ipergarantismo, l'esame reiterato degli atti processuali fino alla Corte Suprema siano più che sufficienti per garntire che la decisione sia stata presa consentendo alla difesa ogni iniziativa e ogni attività.

and ha detto...

D'accordo sul fatto che il 90% dei quotidiani, specialmente quelli italiani, rispecchiano l'ideologia abolizionista dominante.
Sull'ipergarantismo USA e la sua infallibilità ho qualche dubbio, l'ipergarantismo funziona benissimo per le persone molto facoltose, importanti e potenti, che possono permettesi una difesa coi fiocchi (vedi il caso di omicidio di O.J Simpson, che si salvò da una condanna quasi certa, solo per il fatto di essere una persona estremamente famosa, amata e ricca), ma per i poveracci, che non possono permettersi una difesa legale adeguata, funziona molto meno(infatti una buona parte delle persone nei bracci della morte, sono poveri, che vengono da situazioni sociali disagiate).
Dal 1976 a oggi, su 1000 giustiziati in USA, ci sono almeno 8 casi di gente finita sul patibolo con grossi dubbi sulla effettiva colpevolezza, dubbi che sono stati accertati quando ormai era troppo tardi. Ovviamente non sto dicendo( come fanno disonestamente gli abolizionisti) che fossero tutti innocenti, ma che mancando la certezza della colpa, queste 8 persone andavano assolte per insufficienza di prove, o comunque riesaminato il caso, riaperto il processo.
Anche se 1 sola di queste 8 persone fosse finita sulla sedia elettrica ingiustamente, sarebbe comunque una cosa gravissima!

Ma mettiamo pure che sul fatto che Teresa Lewis fosse la mente non ci fosse alcun dubbio, mettiamo che la polizia abbia registrato una telefonata in cui si capiva chiaramente che l'organizzatrice del piano criminale fosse lei.
Il fatto che i suoi complici, esecutori materiali, siano stati condannati a una pena diversa mi pare comunque ingiusto!
Le responsabilità di chi ha ideato il crimine sono forse maggiori rispetto a quelle di chi ha eseguito?comunque anche chi ha eseguito, è un'essere dotato di volontà e di coscienza, non è un robot, e quindi non può si capisce per quale motivo debba avere una responsabilità morale minore!
Se io incontrassi per strada una donna, che mi promettesse 2 milioni di euro, se la aiutassi ad ammazzare il marito, nel momento in cui dovessi accettare, per come la vedo io sarei colpevole quanto lei, anche se l'intenzione non è partita da me, accetterei comunque di uccidere per denaro!
Quindi per me la "MANO", non è meno colpevole della "MENTE"...
Quindi io condannerei a morte tutti i responsabili diretti di un'omicidio, o se volessi essere clemente darei l'ergastolo a tutti, ma questa disparità di trattamento non la capisco

and ha detto...

Nonostante il garantismo del sistema giudiziario americano, purtroppo gli errori ci sono anche li (VEDI Sacco e Vanzetti).
L'ipergarantismo si manifesta al meglio, soprattutto in casi di persone facoltose, inportanti e famose (come O.J. Simpson, che grazie a una difesa coi fiocchi si salvò da una condanna che sembrava inevitabile), ma purtroppo dal 1976 a oggi, ci sono almeno 8 casi di gente finita sul patibolo, nonostante forti dubbi sulla loro colpevolezza.
Non dico che fossero tutti innocenti, ma sicuramente avrebbero avuto diritto a un riesame delle prove processuali, e forse alcuni di questi 8 sarebbero pure stati assolti x insufficienza di prove.
Ma gli errori sono venuti fuori troppo tardi.
Insomma anche il sistema americano non è perfetto!
Ma ammettiamo che sul caso Teresa Lewis non ci fossero dubbi, che ci fossero prove oggettive che provano inequivocabilmente la sua colpevolezza.
Perchè gli esecutori materiali hanno subito una condanna diversa(l'ergastolo)?
In base a quale principio la "MANO" di un delitto, è meno responsabile e meno colpevole della "MENTE"?
Se una donna mi promettesse 2 milioni di euro per ammazzargli il marito, e io accettassi, non sarei responsabile quanto lei?anche io, come lei, ucciderei a sangue freddo per puro calcolo economico!
Certo il progetto di far fuori il marito, per incassare un sacco di soldi, e rifarsi una nuova vita, è venuto in mente a lei, ma nel momento in cui accetto, per come la vedo io, diventerei colpevole quanto lei

Nessie ha detto...

Ineccepibile post dal punto di vista del diritto e nel sottolineare le differenze tra uno stato di diritto e uno stato teocratico.
Piaccia o no, però gli Usa devono imparare a non montare casi e a non estrarre una Sakineh nel mazzo per ottenere una facile testimonial alle loro rivoluzioni "colorate" alla Soros.
Perché Sakineh e non le varie Amine, Saphya e altre lapidate del Sudan, del Mali, della Somalia?

E' evidente che il problema non è morale ma di priorità politiche di uno stato rispetto ad un altro.

and ha detto...

X curiosità come mai la mia replica al commento di massimo, non è stata pubblicata? non mi sembra di aver fatto polemica nè aver mancato di rispetto a nessuno, avevo fatto delle personali osservazioni sull'ingiustizia di sopprimere la "MENTE" di un'omicidio, e condannare all'ergastolo il "BRACCIO".
Per me chi compie manualmente un'omicidio, merita la stessa identica pena di chi lo progetta!

Massimo ha detto...

Perchè alcuni commenti appaiono subito ed altri no ? Perchè è funzionante la moderazione e non essendo sempre attaccato al computer pubblico (o meno) quando leggo. Ad esempio se oggi fosse stato un giorno feriale saresti stato letto e pubblicato o di primo mattino o a pomeriggio inoltrato. Se fosse stato un sabato con previsioni di bel tempo, alla domenica sera. Nessie, invece, ha visto pubblicato il suo commento perchè appartiene a quella dozzina di persone che conosco, ne confronti delle quali, anche se non sempre siamo d'accordo, nutro fiducia circa la qualità dei commenti e, quindi, non passano per la moderazione.

Massimo ha detto...

Nessie. D'accordo con la tua osservazione. Bisogna tener distinta la propaganda dal diritto. Se però possono andare a braccetto, tanto meglio :-).

And. Non parlo di "infallibilità" ma di opportunità. La reiterazione dei giudizi, la pluralità di giudici che esaminano il caso, evidenziati dal lungo (troppo) tempo che corre tra la condanna e l'esecuzione, garantisce tutti. Certo, come ovunque, chi ha più soldi può permettersi gli avvocati migliori e di sopportare i tempi lunghi di un processo. Ma questo è il fattore umano ineliminabile. Come pure sono ineliminabili, in ogni attività umana, gli errori e mi sembra che una percentuale di errore dell'8 per mille, pur terribile, sia ampiamente sotto ogni altra. Pensa, viceversa, quanti morti in più se quei 992 condannati colpevoli e giustiziati fossero sopravvissuti e avessero reiterato il loro crimine.
Sul fatto specifico, non avendo conoscenza degli atti processuali, non posso dire nulla. In linea di massima sono comunque d'accordo sul fatto che tra un mandante ed un esecutore di un crimine debba esserci equipollenza della pena.

P.S. Su Sacco e Vanzetti non sposerei la causa innocentista. Non mi sembra fossero proprio degli angioletti di primo pelo ...

and ha detto...

Ok scusate se ho replicato messaggi doppi, ma non sapevo bene come funzionano i commenti ( sono abituato a blog che non richiedono l'approvazione)

Per quanto riguarda lo 0,8% di presunti innocenti che finirebbero ingiustamente sul patibolo, devo ricordare che comunque è un dato preso da un sito contrario alla PENA DI MORTE (il 99,99999999% dei siti in italiano sono tutti abolizionisti, questo è l'unico blog con opinioni fuori dal coro!), quindi quell'8x1000 di giustiziati con forti dubbi sulla colpevolezza non so fino a che punto sia attendibile.
Ho cercato dei dati sui siti americani favorevoli alla pena capitale, e secondo questi siti, in tutto il 20esimo secolo, non è mai finito nemmeno un innocente sul patibolo.
Ma anche quelli sono dati di parte, quindi probabilmente la verità sta nel mezzo, come O.J. Simpson, con una difesa coi fiocchi, s'è riuscito a salvare(comunque essendo un omicidio passionale, a "sangue caldo" probabilmente non sarebbe mai stato condannato a morte) pur essendo quasi certamente colpevole, così è possibile che imputati con qualche dubbio, vengano condannati a causa di una difesa debole, e di un'accusa ben determinata a trovare a tutti i costi un colpevole da mandare sul patibolo, magari per soddisfare la voglia di vendetta e di giustizia, della gente che è rimasta sconvolta da bun crimine particolarmente efferato.
Insomma gli errori aimè esistono, quindi non ci metterei la mano sul fuoco che dal 1900 ad oggi, nessuno sia finito a morte ingiustamente.
Ma di sicuro è più facile essere condannato a una pena carceraria ingiustamente, (e magari morire in una rissa tra carcerati e secondini) piuttosto che alla pena di morte, visto che quei reati da braccio della morte, in america sono quelli che beneficiano dei processi più accurati in assoluto, visto che è una pena irreversibile.
Infatti molti stati pensano all'abolizione, anche perchè i costi processuali, per condannare a morte qualcuno, sono quasi più alti, dei costi per mantenere una persona tutta la vita in galera!

and ha detto...

"In linea di massima sono comunque d'accordo sul fatto che tra un mandante ed un esecutore di un crimine debba esserci equipollenza della pena."

Invece il diritto americano, non so per quale motivo, fà una netta distinzione tra chi progetta un delitto e chi lo esegue.
Probabilmente è una distinzione morale, per me discutibile! A livello morale può anche essere considerata peggiore la "MENTE", ma è vero che a livello pratico, la "MENTE" ha spesso bisogno del "BRACCIO", altrimenti TERESA LEWIS avrebbe fatto tutto da sola.

Invece no, forse in quella donna l'odio per il marito, e il desiderio di farlo fuori, e farsi un'altra vita con tutti i soldi dell'eredità, covava in lei da molto tempo, ma se non avesse trovato dei ragazzi senza scrupoli, disposti a fare qualunque cosa per i soldi, il suo desiderio, non si sarebbe mai potuto realizzare.
Quindi la responsabilità pratica è 50 e 50, tra "mente" e "braccio".
Se non ci fosse in giro gentaglia senza scrupoli, disposta x interesse ad assecondare i progetti di qualche mente malata e spietata, molti delitti non potrebbero mai realizzarsi, rimarrebbero solo fantasie

and ha detto...

X quanto riguarda Sacco e Vanzetti, non saranno stati angioletti, ma anche il governatore del Massachusetts nel 1977 riconobbe gli enormi errori del processo.
Sul fatto che siano stati condannati ingiustamente non ci sono dubbi, e secondo me non ci sono tanti dubbi nemmeno sulla loro totale innocenza ed estraneità ai fatti.
Sono stati vittime del razzismo, del pregiudizio ideologico, per il fatto che fossero anarchici, e hanno avuto uno scandaloso processo sommario.
Io penso che come principio la pena di morte per i delitti più efferati è giusta, ma l'unica riserva che ho, e per cui credo che di solito sia preferibile l'ergastolo, è la possibilità, purtroppo sempre presente e mai eliminabile al 100%, di un'errore giudiziario, che può avvenire anche in malafede, per odio razziale e pregiudizio ideologico, come è successo a Sacco e Vanzetti.

Massimo ha detto...

Grazie per aver sottolineato la particolarità del blog di "cantare fuori dal coro". In effetti da poco ho scoperto che è citato in Wikipedia come "blog a favore della pena di morte". Del resto so che molti sono d'accordo sul principio, ma "pro bono pacis" tacciono e il "rumore di fondo" del sentimento popolare si sente solo quando accadono vicende sanguinose e, allora, si torna a parlare di pena capitale. Si sente il rumore di fondo del sentimento popolare, ma non viene ascoltato dai politici ... come spesso accade.
Tornando al tema, non so quali siano le leggi penali nel mondo. Negli stessi Stati Uniti ogni Stato ha la sua. Il problema tra mandante ed esecutore viene quindi risolto in base alla sensibilità ed alla esperienza di ciascuno. Come per tanti aspetti del diritto vi sono tesi che sostengono la maggiore pericolosità del primo rispetto al secondo e viceversa e ognuna è supportata da esempi "probatori".
E' un po' come in Italia, dove nel rapporto tra prostituta e cliente la pena più lieve è comminata a chi offre il servizio rispetto a chi ne usufruisce. Esattamente il contrario con la droga, dove gli spacciatori (cioè chi offre il servizio) sono puniti più severamente dei tossici (cioè chi ne usufruisce).
Di errori, poi, è pieno il mondo. Forse se Sacco e Vanzetti fossero stati di origine inglese non avrebbero avuto la pena capitale, ma qualche anno di galera sicuramente sì. Del resto, anche in linea generale, gli anarchici non sono angioletti, tanto che uno di loro ci uccise persino un ottimo Re. Magari, se Umberto I non avesse commutato in ergastolo la pena di morte comminata al precedente attentatore Passanante, non ci sarebbe stato nessun Gaetano Bresci a sparargli ...

and ha detto...

Ho letto tutta la vicenda di questa Teresa Lewis da un sito americano a favore della pena di morte.
Che dire, senza dubbio ha avuto un ruolo chiave nell'omicidio!
Insomma non si può dire che sia una povera vittima, come vogliono farci credere quelli di NESSUNO TOCCHI CAINO e associazioni simili.
Però di fondo resta sempre il dubbio, è stata lei a progettare il duplice omicidio? o è stata manipolata dai suoi complici, che avendo saputo da lei dell'eredità e dell'assicurazione, l'hanno convinta e manipolata per fare il piano??
Da come viene riportata la storia in quel sito, non è comunuqe chiaro, prove certe al 100% che la cosiddetta TESTA DI SERPENTE sia stata lei, mancano
A questa domanda potrebbe rispondere solo Dio(se esistesse)

Dalla riassunto della vicenda traspare solo chiaramente, il fatto che questa donna, dopo l'omicidio, s'è comportata da perfetta idiota.
Una persona spietata, ma furba e intelligente, al posto suo, forse avrebbe scampato pure l'ergastolo, mentre lei fin dalla chimata alla polizia, ha commesso un'infinità di passi falsi!
Invece di aspettare che si calmassero le acque, già poche ore dopo la morte del marito, ha iniziato a "muoversi" in maniera insistente, e fare telefonate a destra e manca per cercare in tutti i modi di incazzare l'eredità.
Insomma visto il comportamento da stupida, visti tutti gli errori commessi, che hanno contribuito a farla cadere immediatamente tra i principali indagati ( se si fosse mossa diversamente, forse manco sarebbero riusciti a dimostrare la sua colpevolezza), visto il QI al limite del ritardo mentale, per me è improbabile che sia stata l'ideatrice del piano.
E' molto più probabile che si sia fatta manipolare e trascinare dal ragazzo che amava.
Quindi forse in questo caso si poteva tranquillamente commutare in ergastolo, e tenerla tutta la vita in qualche carcere di massima sicurezza, anche per evitare certe polemiche, legate al fatto di aver giustiziato una minorata mentale!

Massimo ha detto...

Con i dubbi non si arriva da nessuna parte. Da quel che scrivi, anzi, mi sembra che la scelta di comminarle la pena capitale possa essere stata opportuna anche per le potenzialità omicide del soggetto. Se fosse scampata anche all'ergastolo chi può dire che non si sarebbe resa protagonista di una replica ? Nel dubbio, meglio decidere di difendere la società.

and ha detto...

Ok hai ragione coi dubbi non si va da nessuna parte, e le carte processuali non l'ho lette.
Quindi d'accordo mettiamo che fosse veramente un soggetto molto pericoloso, e che fosse meglio per tutti eliminarlo(anche se persino sul sito PRO DEATHPENALITY.COM, c'è scritto che non ha mai avuto precedenti penali, non è stata mai coinvolta prima in episodi violenti, e dai periti psichiatri non è stata giudicata socialmente pericolosa).
Ma allora i complici, hanno un QI nella norma, superiore a 100, e che non hanno avuto alcuno scrupolo a munirsi di fucili a pallettoni, entrare in casa dalla porta aperta dalla LEWIS, e riempire di piombo il marito e il figliasto, mentre erano a letto, prendendoli vigliaccamente di sorpresa, cosa sono? sono forse innocui 2 stronzi che non hanno alcuno scrupolo a far fuoco contro 2 uomini disarmati, solo per soldi?
Insomma quello che non capisco, e che trovo francamente ingiusto, è l'incoerenza di mandare a morte una presunta "TESTA DEL SERPENTE", e risparmiare 2 delinquentelli poco più che maggiorenni, e con diversi precedenti penali.
Mi dovresti spiegare in maniera logica e coerente, in base a quale principio la LEWIS ha meritato di morire, e chi ha aderito al ( si presume) suo piano, accettato di uccidere per un po' di denaro e premuto ripetutamente il grilletto no?

Massimo ha detto...

A parte il fatto che non "devo" spiegazioni a nessuno perchè propongo un principio di civiltà e cioè che chi compie crimini efferati deve essere:
punito
in modo da lasciare traccia in chi potrebbe imitarlo
in modo da impedirgli di reiterare il crimine contro altri appartenenti alla società.
In tale ambito la pena di morte è legittima.
La questione della differenza tra esecutori e mandanti è già stata affrontata:
" In linea di massima sono comunque d'accordo sul fatto che tra un mandante ed un esecutore di un crimine debba esserci equipollenza della pena."
e anche
"Tornando al tema, non so quali siano le leggi penali nel mondo. Negli stessi Stati Uniti ogni Stato ha la sua. Il problema tra mandante ed esecutore viene quindi risolto in base alla sensibilità ed alla esperienza di ciascuno. Come per tanti aspetti del diritto vi sono tesi che sostengono la maggiore pericolosità del primo rispetto al secondo e viceversa e ognuna è supportata da esempi "probatori".
E' un po' come in Italia, dove nel rapporto tra prostituta e cliente la pena più lieve è comminata a chi offre il servizio rispetto a chi ne usufruisce. Esattamente il contrario con la droga, dove gli spacciatori (cioè chi offre il servizio) sono puniti più severamente dei tossici (cioè chi ne usufruisce).
"

and ha detto...

Le mie erano riflessioni su questo caso in particolare, certo che lei non deve spiegazioni a nessuno!
Comunque in linea di principio sono d'accordo con la pena di morte agli assassini, o se non in tutti gli omicidi volontari, perlomeno in quelli più gravi, quelli che in america sono definiti di primo grado.
L'unica motivazione razionale che riesco a trovare contro la pena di morte, è la possibilità di commettere errori irreversibili(come nel caso di Sacco e Vanzetti).
Altrimenti sulla base del diritto naturale, chi uccide volontariamente, perde diritto a alla vita, quindi perlomeno nei casi più gravi l'eliminazione fisica del criminale, può essere cosa giusta, e opportuna per il bene di tutta la società( uno subanimale come Giovanni Brusca non avrei alcun dubbio, nel mandarlo sul patibolo)
Anzi io se avessi il potere farei di più, e di meglio della pena di morte, utilizzerei chi si è macchiato di crimini particolarmente gravi e infami, per la ricerca scientifica, al posto dei poveri animali, che tra l'altro non sono nemmeno un modello pienamente attendibile, per la sperimentazione medica, di farmaci e terapie destinate all'uomo.
Oppure costringerei a donare, indipendentemente dalla volontà del condannato, tutti gli organi a chi ha bisogno di trapianto.
Ma tutto questo considerando la patetica e ipocrita morale cattolica della dignita umana, che pretende di assegnare più valore alla vita del peggiore criminale, rispetto alla vita di un ratto, è utopia.
Per me un ratto, un verme, uno scarafaggio, possono valere molto più di tanti uomini di merda!
E purtroppo sempre per colpa della stessa morale imperante in Italia è un miraggio, anche la restaurazione della pena capitale...e ormai va diventando virtuale pure l'ergastolo, che di fatto ormai non viene applicato più che in rarissimi casi.
Stiamo scivolando verso il buonismo e il perdonismo più schifoso e spudorato, la vita di un criminale, viene difesa molto più di quella delle sue vittime!


Comunque visto che lo scopo di questo sito è sostenere la pena di morte, sarebbe interessante provare a verificare e confutare molti dei dogmi e dei Mantra degli abolizionisti.
Per esempio ho fatto delle ricerce, e che lo 0,8% di quelli che finiscono sul patibolo sono condannati senza sufficienti prove, è falso, è una grandissima cazzata, dagli anni 70 ad oggi, non è mai stato giustiziato nessuno, senza prove, e con forti dubbi sulla colpevolezza.
Forse in passato, quando non c'erano le prove cel DNA giustiziare un innocente era più facile, ma oggi, considerando che chi viene accusato per reati che prevedono la pena di morte, subisce un processo molto più accurato e garantista della media, la probabilità di condannare un innocente, è bassissima, probabilmente molto più bassa dello 0,8%!

Massimo ha detto...

Non sono certo d'accordo sull'utilizzare dei criminali al posto degli animali per gli esperimenti scientifici. Posso invece essere d'accordo a rendere più esemplari le condanne a pene detentive, la pena capitale mi sembra già sufficiente, con effettivi risarcimenti e adeguata informativa alla cittadinanza, oltre che con l'obbligo di scontare la pena per intero, senza sconti. Naturalmente alla severità deve coniugarsi la giustizia. QUindi basta con la detenzione per estorcere confessioni, quindi galera e limitazioni ai diritti civili solo con la condanna definitiva passata in giudicato.
Quanto al blog, sì, vero, sarebbe bello approfondire. Ma vi si dedica solo una parte residuale del proprio tempo, perchè, a differenza dei "politicamente corretti" che della loro attività hanno fatto una professione evidentemente redditizia, la mia professione è un'altra.

and ha detto...

Si certo, alla severità della pena deve unirsi un sistema giudiziario efficiente e all'altezza.
Il problema è che nella megistratura italiana, non c'è meritocrazia, i giudici non pagano mai il prezzo dei propri errori.
Per me il magistrato che per un suo errore fà arrestare un'innocente, dovrebbe pagare una pena pecuniaria,oltre che con una penalizzazione della carriera, e nel caso di errori più gravi, anche con l'espulsione dalla magistratura e con il carcere.
Se chi è responsabile del buon funzionamento della giustizia, è intoccabile, il sistema non potrà mai funzionare in maniera efficiente e meritocratica!
Per esempio il magistrato che concede la semilibertà, o qualche sconto di pena a un delinquente, nel caso in cui dovesse reiterare qualche crimine, deve essere ritenuto responsabile e condannato almeno a livello colposo.
Insomma per esempio chi ha permesso ad Angelo Izzo di uccidere nuovamente, dovvrebbe essere condannato a scontare il massimo della pena per omicidio colposo, cioè visto che sono morte 2 persone 15 anni di galera, senza sconti.
Poi voglio vedere se continuerebbero a concedere sconti e semilibertà, a pericolosi criminali, con tanta leggerezza!

Per quanto riguarda lo sputtanare le stronzate e le bugie diffuse dai "NESSUNO TOCCHI CAINO" e associazioni simili, hai ragione, ci vorrebbe un casino di tempo.
Ma le loro bugie purtroppo attecchiscono facilmente, perchè la gente ha poco spirito critico, e una cazzata ripetuta a raffica, prima o poi fa presa nelle masse!
per esempio uno dei luoghi comuni più radicati è che in america la pena di morte è uno strumento razzista, e ci finiscono soprattutto i neri!
In verità 2/3 dei condannati sono bianchi...
Ti saluto
Andrea

Massimo ha detto...

Quello del giudicare il prossimo è un mestiere difficile, che richiede equilibrio, ma anche tranquillità. Per cui la insindacabilità è giusta, come pure la irresponsabilità. Purchè, però, si applichino le leggi e non le si interpretino in base alle proprie convinzioni e ideologie. Allora si potrebbe dire che un magistrato non puà essere chiamato a rispondere delle sue decisioni se applica le leggi. Se, invece, elabora teoremi o interpreta anche quel che non ha bisogno di interpretazioni, allora deve rispondere al 100% dei suoi errori.

and ha detto...

Scusa se intervengo ancora, ma mi sono dimenticato di chiederti, per quale motivo non sei d'accordo sull'utilizzo dei peggiori criminali, come cavie.

Insomma ammettere la pena di morte, non significa implicitamente ammettere che chi s'è macchiato di alcuni crimini,una volta accertato oltre ogni ragionevole dubbio, tramite un processo equo e garantista, perde qualunque diritto?E se perde ogni diritto, quale può essere, sulla base solo del diritto ( escludendo la morale, perchè se facciamo un discorso basato sulla dignità umana, allora dovremmo dire NO anche alla PENA DI MORTE, dal momento che chi crede nell'esistenza di una dignità umana implicita, è convinto di conseguenza che la vita umana, di qualunque uomo, anche il peggiore mai esistito, ha sempre più valore di qualunque altra forma di vita), la motivazione per non utilizzare il suo corpo per la scienza?

and ha detto...

Ovvio che se la legge è sbagliata, il magistrato non può avere nessuna colpa.
Ma quando ad essere errata, forzata, viziata da ideologia, è l'interpretazione della legge( e comunque la maggior parte delle leggi, sembrano fatte apposta, essere interpretate e rigirate in parecchi modi diversi), allora credo che sia giusto che un magistrato paghi!
Per esempio se un giudice, condanna una persona all'ergastolo, nonostante esista un minimo dubbio, sulla colpevolezza, mi sembra ovvio che quel giudice debba pagare.
Idem per un giudice che dovesse condannare per omicidio preterintenzionale un''imputato, nonostante dalle prove risulta chiaramente, con certezza oltre ogni ragionevole dubbio, che è stato un'omicidio doloso, anche in questo caso, se a sbagliare è chi deve giudicare( e non la legge), mi sembra giusto che paghi in proporzione, come succede in qualunque altro ambito della vita, quando si sbaglia.
Se un medico, non rispettando le procedure, provoca danni a u paziente, viene radiato dall'albo, oltre a dover risarcire i danni.
Non vedo perchè un magistrato no!

Massimo ha detto...

* Perchp punire, dissuadere e difendere non significa essere crudeli. Soprattutto nei confronti di una persona che è già stata catturata ed è in procinto di essere giustiziata.

** Voglio sperare che nessun magistrato insista nel voler condannare qualcuno in presenza di prove contrarie. Perchè quello non sarebbe errore, ma dolo. Voglio sperare che gli errori giudiziari, inevitabili, siano legati a quell'area di incertezza sulla colpevolezza e ad una applicazione di legge conseguente a tale incertezza. In tal caso, comunque, ci sarebbe un brocardo che ci insegna: in dubio pro reo :-)

and ha detto...

Ma io non sacrifichere i peggiori criminali, e assassini multipli, alla ricerca medica-scientifica-farmaceutica per punirli, ma per motivi pratici.
Visto che la ricerca su esseri viventi umani e non umani è un'attività potenzialmente molto rischiosa( e a volte anche crudele) per i soggetti usati come cavie, e allo stesso tempo è un'attività necessaria, si tratta di scegliere il male minore.

E tra mettere a rischio la vita di bambini africani, usati spesso come cavie inconsapevoli, o sottoporre a crudeltà poveri animali, credo che sia molto più GIUSTO, e UTILE per l'umanità intera, sacrificare alla SCIENZA, quegli individuvi SUBANIMALI che in vita loro hanno causato solo dolore, annientando dolosamente le vite di numerosi uomini, donne e bambini innocenti.

Quindi dovessi scegliere tra sacrificare alla scienza un individuo solo geneticamente umano, come GIOVANNI BRUSCA( detto non a caso lo scannacristiani, responsabile sia direttamente che come mandante, della morte di oltre 100 persone, bambini compresi!), o mettere a rischio/sacrificare per la sperimentazione una persona, la cui unica colpa è quella di essere nata in un paese poverissimo o un animale, non avrei alcun dubbio, SACRIFICHEREI SENZ'ALTRO IL CORPO DI UN GIOVANNI BRUSCA, e SOTTOSPECIE "UMANE" SIMILI!

E tra l'altro, per questi individui capaci solo di fare del male, sarebbe uno dei pochi modi (oltre ai lavori forzati in regime di schiavitù)per tentare di ripagare il loro "debito" verso la società.
E il loro utile e giusto(per il concetto di pena) sacrificio, servirebbe a risparmiare il sacrificio di tanti altri esseri umani e non umani, che altrimenti verrebbero sacrificati ugualmente alla scienza, al posto dei criminali!

and ha detto...

Per quanto riguarda la giustizia, a me risulta che in italia, ma anche all'estero, non siano proprio rarissimi i casi di persone finite ingiustamente in galera, senza elementi, senza ragioni valide nemmeno per la reclusione momentanea, senza prove che dimostrino la colpevolazza senza dubbi.
A volte succede anche per leggi sbagliate, ma qualche volta pure per eccesso di zelo, e libera interpretazione del magistrato di turno.
Ad esempio, tanto per citare un caso abbastanza noto, DI PIETRO, durante MANI PULITE, fece arrestare e sbattere in galera anche per diversi giorni o settimane, anche molte persone innocenti, e senza alcuna ragione concreta che potesse motivare arresti preventivi!

Massimo ha detto...

Per quanto siano criminali, non devono essere usati come cavie. Sarebbe una barbarie.
Quello che scrivi sul fatto che viene tolta la libertà per ottenere una confessione, rientra in quel che ho in precedenza scritto sulla estorsione della confessione e, in altra sede, sulla carcerazione preventiva nei confronti di chi non abbia ancora subito una condanna definitiva passata in giudicato.
Ovvio che sia contrario a tale sistema.

and ha detto...

E perchè quanto già avviene, ad opera delle multinazionali farmaceutiche, nei paesi del terzo mondo( è documntato che alcune case farmaceutiche in passato, e probabilmente anche oggi, hanno sperimentato dei farmaci sui bambini africani, presentandoli alla popolazione locale, come cure efficaci e senza rischio. e questi esperimenti hanno causato danni psicofisici irreversibili), e anche ai danni degli animali ( vedi l'ultima legge UE che permette di usare i randagi per vivisezione), non è GIA' una barabarie??

Oggi la sperimentazione scientica crea delle sofferenze orribili, e grossi rischi per la salute a persone innocenti che hanno come unica colpa, quella di essere nati nella miseria più nera.
Non sarebbe un po' meno ingiusto, risparmiare da queste sofferenze popolazioni deboli, e indifese,come la gente di alcuni paesi Africani, e offrire alle case farmaceutiche, come materiale di sperimentazione gratuito, i carcerati che si sono macchiati di crimini contro la persona, particolarmente infami?

Se la sperimentazione sulle persone non fosse già praticata, sarei d'accordo con te, ma siccome non è così, bisognerebbe ricercare il male minore.

E per me sperimenatre su uno dei tanti ( troppi!) GIOVANNI BRUSCA che ci sono a questo mondo, rappresenta senz'altro il male minore, rispetto al sacrificio di un'africano innocente

E' tutto!

Ciao
Andrea

Massimo ha detto...

Se anche quella che ritengo leggenda metropolitana fosse vera, la soluzione non sarebbe autorizzare chi compie tali atti a farlo sui detenuti. La soluzione, avendone le prove, è di processarli e, se trovati colpevoli, di condannarli, eventualmente anche a morte per strage consapevole. Non certo rispondere ad una crudeltà con un'altra crudelta.

and ha detto...

http://www.informatori.it/informatori/filepdf/sperimentazioni.pdf

http://archiviostorico.corriere.it/2009/aprile/07/Pfizer_risarcisce_bimbi_Carre__co_8_090407047.shtml

Purtroppo come puoi vedere da questi link, le sperimentazioni di farmaci sulle persone, senza rispettare le leggi, in paesi del terzo mondo, non sono una leggenda!

E un risarcimento di 75 milioni di dollari, non credo che sia un deterrente sufficiente, per un'azienda come la PFIZER che fattura qualcosa come 50 miliardi di dollari l'anno!

Comunque d'accordo, forse hai ragione tu, autorizzare la sperimentazione sui criminali, non è certo la cosa migliore, potrebbe comunque aprirsi la strada per nuovi abusi...

Ti saluto

Massimo ha detto...

Spesso le grandi aziende preferiscono pagare piuttosto che affrontare il pregiudizio reputazionale di una causa o di lunghe discussioni di cui rimane solo la parte negativa e quando alla fine, dopo anni, magari vincono, la notizia viene relegata alle pagine interne.

Icarus.10 ha detto...

"- non c’è indipendenza dal potere politico e/o religioso;"

Non c'è manco negli Usa, dove le leggi e l'educazione scolastica sono decise dai fondamentalisti evangelici della Moral Majority e derivati, e dove la sua politica estera è manovrata dalle Lobby(ehm..non dico che Lobby..perchè con le leggi che stanno approvando uultimamente dietro pressione di una minoranza religiosa in italia, è vietato parlare)

"- non c’è parità tra accusa e difesa;"

Fonte?(che non sia, però, Claudio Pagliara o il sito "Informazione Corretta".)

"- non è chiaro se la confessione sia stata estorta con la tortura o meno;"

Ecco, questa è una insinuazione che ne hanno dato tv e giornali occidentali, senza portare nessuna prova, al fine di criminalizzare l'Iran e renderlo così ostico agli occhi dell'opinione pubblica in modo tale che quesst' ultima appoggi la prossima guerra all' Iran.

"- se l’esecuzione passasse attraverso la lapidazione non rispetterebbe la dignità del condannato evitandole ogni inutile sofferenza."

Mi dici una esecuzione che rispetta la dignità del condannato? Forca, ghigliottina,fucilazione, camera a gas, sassate, impiccagione..cosa cambia? Bisogna abolire la pena di morte, Massimo. Tanto in Iran quanto negli Usa, Cina, Arabia, ecc,! Ci vogliono i diritti umani,uccidere legalmente o meno è sempre un assassinio! Non è giustizia, ma vendetta, vendetta di Stato!
E cmq di esecuzioni con lapidazioni, in iran non ve ne sono più dal 2002.

Massimo ha detto...

1) Lei confonde le legittime pressioni che gruppi organizzati possono esercitare (anzi: devono) in una democrazia per fornire anche elementi di valutazione a chi deve decidere, con il dominio di un partito o di una religione. (Tra parentesi: per ora si può liberamente parlare di lobby ebraica e personalmente sono impegnato perchè una legge che proibisca di manifestare le proprie idee non passi mai).

2)Fonte: la realtà che vede arrestato l'avvocato difensore al quale non sono fornite le stesse opportunità dell'accusa.

3) Infatti: non è chiaro, significa non è chiaro ...

4) Una esecuzione che rapidamente esegua il provvedimento di giustizia.

Bisogna reprimere i crimini per dare ai cittadini onesti la garanzia di sicurezza e di godersi la propria vita. Anche se per ottenere ciò devo giustiziare chi ci minaccia.

Icarus.10 ha detto...

Massimo, lei sa meglio di me che le pressioni di certi gruppi organizzati nei fatti sono dei veri e propri ordini. Se in Italia stanno approvando una legge liberticida "anti-negazionista" e il papa non può canonizzare alcuni uomini di chiesa del passato, accusati di essere "antisemiti", sappiamo bene perchè.

Massimo ha detto...

In Italia come in tutte le nazioni libere, è legittimo esercitare pressioni per far approvare o respingere una legge. Ed è altrettanto legittimo opporsi e denunciare le pressioni altrui. Se poi dovesse passare una legge liberticida che proibisca di dubitare della vulgata storica sulla shoa o di dire che l'omosessualità fa schifo o che impedisca di sostenere la pena di morte, il tutto soggetto ad intercettazioni che venissero a ravanare anche i nostri colloqui privati per prenderci in castagna, allora sta in ciascuno di noi comportarsi coerentemente e dimostrare che le proprie idee valgono e valiamo anche noi stessi.