Un blog per la certezza della pena, per una pena proporzionale al crimine, ivi inclusa, per gli eventi più feroci, la pena di morte, pena legittimamente comminata da uno Stato civile, a difesa dei cittadini onesti. Perchè lo Stato deve stare dalla parte di Abele.

 
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19 giugno 2010

Fucilazione

In 35 stati degli Stati Uniti d'America e altre nazioni sparse nel mondo continua ad essere esercitato il diritto a punire criminali efferati con il massimo della pena: l'esecuzione capitale.
Abbiamo già ampiamente scritto sulla legittimità di tale sanzione quando sia comminata al termine di un procedimento regolare in cui le parti abbiano avuto le medesimo opportunità di sostenere e dimostrare le contrapposte tesi e dove il potere politico e ideologico rimanga estraneo alla sentenza.
Abbiamo già scritto sulla opportunità della pena di morte quando si deve decidere sulla sorte degli autori di crimini senza appello, sotto un triplice profile: punitivo (nei confronti del reo), educativo/dissuasivo (nei confronti di chi si trovasse nelle condizioni di ripetere tali crimini) e garantista (nei confronti di tutta la Comunità perchè sia impedito al reo – che dovesse per un qualche motivo uscire di prigione a seguito di una condanna meno definitiva - di reitererare il crimine).
E in effetti credo che a noi Italiani disgusti alquanto vedere i terroristi rossi – anche quelli autori dell'omicidio Moro e della scorta – già tutti liberi, mentre almeno un loro compagno mai ha scontato le sue colpe ed ha vissuto e tuttora vive libero, all'estero.
Oggi il dibattito sulla pena di morte trova nuovi spazi sui giornali grazie alla fucilazione eseguita nello Utah.
Le solite anime belle hanno parlato, banalmente e senza contraddittorio, di “assassinio” mentre si tratta esclusivamente di giustizia ed hanno colto al balzo l'occasione offerta dal sistema usato per comminare la pena, per intonare la solita liturgia contro la pena capitale.
La fucilazione, eseguita da un plotone di cinque uomini, volontari, cui erano stati consegnati quattro fucili carichi ed uno a salve, è stata però richiesta dal condannato che l'ha preferita alla iniezione letale o alla sedia elettrica.
Lo stesso condannato ha negato di aver fatto quella scelta come protesta contro la pena di morte, dimostrando più dignità delle varie penne che si sono esercitate nel banale compitino “politicamente corretto”.
Sulle modalità di esecuzione della pena di morte si è incentrata una battaglia, un paio di anni fa, da parte dei sostenitori della sua abrogazione, adducendo che l'iniezione letale fosse una crudeltà.
Mi sembra che lasciar scegliere il modo al condannato sia una soluzione corretta al problema posto (e comunque respinto dalla Corte Suprema americana).
Crudeltà, piuttosto, è ritardare l'esecuzione consentendo uno stillicidio di ricorsi, appelli, sospensioni, fino ad eseguire la condanna venti o trenta anni dopo il fatto.
Ed è crudeltà non perchè dopo venti o trenta anni il reo sia meno colpevole e meno meritevole di subire la punizione, ma perchè un così grande ritardo rispetto al momento del crimine fa venire meno l'appagamento dei famigliari della/e vittima/e e l'aspetto educativo/dissuasivo della pena verso altri potenziali criminali.


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4 commenti:

Jetset - Libere Risonanze ha detto...

Sono del tutto d'accordo con te.

Dirò di più: io le esecuzioni le trasmetterei alla tv, così, tanto per rafforzare quell'aspetto dissuasivo/educativo di cui tu a ragione scrivi.

Il criminale che vede un'esecuzione con i propri occhi sono convinto che ci pensi su dieci volte prima di uccidere e stuprare.

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

GB Guerri, su posizioni diverse dalle nostre (è contrario alla pena capitale)ieri ha scritto un pezzo sul Giornale pro-fucilazione.
Meglio,mille volte meglio, metodi sicuri come fucilazione e ghigliottina rispetto a iniezioni, camera a gas e sedia elettrica falsobuoniste ed insicure.

Massimo ha detto...

Jet. Purtroppo c'è yanta violenza in quel che trasmette la televisione che passerebbe come acqua fresca ...

Stars. Ho letto GB Guerri (come sai sono ripassato al Giornale nel momento in cui Facci è passato a Libero ... :-) . Mi dispiace che ogni volta che qualcuno vuole esprimere un giudizio non del tutto negativo su qualcosa di politicamente scorretto, come è la pena di morte, debba sempre premettere di essere concettualmente da tutt'altra parte sul principio.

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

La paura è tanta, a volte...
Io, invece, mando tranquillamente all' Inferno gentaglia come Saramago !