Un blog per la certezza della pena, per una pena proporzionale al crimine, ivi inclusa, per gli eventi più feroci, la pena di morte, pena legittimamente comminata da uno Stato civile, a difesa dei cittadini onesti. Perchè lo Stato deve stare dalla parte di Abele.

 
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16 agosto 2009

I cittadini sono disarmati,i criminali no

Alcuni giorni fa, durante la settimana di Ferragosto, un signore novantatreenne di Bologna è stato aggredito, picchiato e derubato.
Durante il ricovero è entrato in coma ed è deceduto.
Il barbaro assassino è ancora libero di delinquere, mentre il neosindaco, dimostrandosi perfettamente allineato con il suo partito, quel pci/pds/ds/pd che vive in una torre d’avorio sordo alle esigenze dei cittadini ed ai sentimenti del Popolo preferendo sbirciare dal buco della serratura la vita privata del Premier, storce il naso alla presenza dei militari in città e si rifiuta persino di autorizzare quella parodia di Ronde che sono state così imposte dalle resistenze degli abatini del “politicamente corretto”.
Eppure Bologna fu capofila quando, in situazioni di pericolo per l’ordine pubblico, furono istituite le Pattuglie Cittadine che, fino a pochi anni fa, quando cominciò ad imperversare il “politicamente corretto”, vedeva volontari garantire – armati – la sicurezza dei cittadini e delle loro proprietà.
Bologna ha raggiunto i vertici delle città in cui il rapporto crimine/cittadini è più alto, "obiettivo" conseguito nei cinque anni della giunta del forestiero ora sostituito da un altro sindaco, della medesima area politica e ugualmente estraneo al tradizionale tessuto sociale e culturale della città.
L’assassinio del nostro concittadino novantatreenne, assume connotati ancora più gravi, perché commesso ai danni di una persona che, per l’età, era alla mercè di chiunque fosse più giovane e più in forze e proprio in questo si riconosce una società civile, dove i più deboli sono tutelati dallo Stato e rispettati e difesi dagli altri cittadini.
Rifiutare la presenza di Ronde attive significa lasciare in pericolo tutti i nostri padri e madri che, “suo dì tardi traendo”, hanno il diritto ad essere garantiti nell’affrontare questo loro ultimo tratto di strada terrena.
Il barbaro assassino che ha commesso quel delitto ai danni di un novantatreenne meriterebbe la pena di morte, senza attenuanti né rimpianti.
Avrebbe anche meritato di incrociare una Ronda – di quelle vere – o un cittadino che, come negli Stati Uniti, avesse la possibilità di girare armato per difendere se stesso e gli altri.
Purtroppo il “politicamente corretto” ci impone di agire in stato di perenne inferiorità nei confronti dei delinquenti, disarmati e senza neppure quella parodia di Ronde ammesse dalla recente legge al posto delle vere Ronde, armate e che possano intervenire – e non solo telefonare - quando rilevano un fatto anomalo.
Uno potrebbe sperare che, almeno, una volta catturato, il criminale venisse rapidamente processato e condannato al massimo della pena da scontare senza riduzioni né agevolazioni o “permessi”.
Purtroppo anche questo, finchè i cittadini non ne avranno abbastanza, rimane una labile speranza.

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2 commenti:

autores ha detto...

Questo modo di definire per essere in favore della pena di morte non mi pare molto adeguato al Italia perche' e'troppo interamente e mondiale che se la pena di morte ci sara'sara' anche a chi pratica lo controspionaggio,il spionaggio e per proprio spergiuro,colpa o causa di strage,omicidio e guerra al proprio e altro Stato,anche Antidemocratico.come mai nessuno lo ha ribadito al blog e pensa solo ai feroci assassini?cercate di essere piu'completi invece di fare capire che i feroci assassini li fate diventare proprio voi ma credendo di non andare anche voi alla pena di morte.E'normale che anche se i servizi segreti hanno praticato il tradimento ed e' la colpa e causa di strage o guerra o omicidi,anch'essi sono alla pena di morte.ci vuole la morte di qualcuno per fare il processo!

Massimo ha detto...

Chiedo scusa per un commento così sconclusionato. Adesso ripristino la moderazione nei commenti così ne appariranno più.