Un blog per la certezza della pena, per una pena proporzionale al crimine, ivi inclusa, per gli eventi più feroci, la pena di morte, pena legittimamente comminata da uno Stato civile, a difesa dei cittadini onesti. Perchè lo Stato deve stare dalla parte di Abele.

 
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10 luglio 2008

Assassinato un altro innocente

Michelangelo d’Agostino, pluriomicida, è stato arrestato con l’accusa di aver assassinato Mario Pagliaro a Pescara.
Se il d’Agostino sarà riconosciuto colpevole, come tutti gli indizi e le prove sembrano affermare, grave sarebbe la responsabilità di chi ha consentito ad una persona, condannata già per 15 omicidi, di uscire dal carcere, fornendogli l’opportunità di commettere un sedicesimo omicidio.
Ma ancor più grave è la responsabilità dei proibizionisti che, nel nome di un principio astratto, concretamente permettono che rimanga in vita un pluriomicida che, come si è visto anche in altri episodi, appena le circostanze lo permettono reitera il suo crimine.
E, purtroppo, le circostanze sono molteplici e le occasioni frequenti.
La difficoltà di imporre pene giuste e che siano scontate fino in fondo (è di oggi la notizia che il ragazzo che ha ammazzato di botte il nonno è stato condannato a solo 8 anni di prigione: ma credete li faccia almeno tutti ?) porta alla libertà molti individui portati a delinquere e ad uccidere, con grave nocumento della sicurezza pubblica.
Mi sembra che un palmares di ben 15 omicidi, sia tale da rendere pienamente legittima l’applicazione della pena capitale, perché altrimenti, passa un anno, ne passano anche più, ma il sedicesimo omicidio arriva, come è puntualmente arrivato a Pescara.
Spiace rilevare come, invece, alcune persone si preoccupino più di Caino che di Abele.
Forse perché non hanno mai avuto danni diretti, ma ragionano sempre in relazione a disgrazie capitate ad altri.
La cronaca nera, purtroppo, è in questi giorni prodiga di notizie negative, anche se un filo di speranza arriva quando si legge di cittadini che adottano la legittima difesa in assenza della tutela dello stato (come nel caso del gioielliere di Siena che ha avuto il coraggio e l’abilità di reagire ed abbattere uno dei banditi).
Sulla tutela dei cittadini onesti non si può scherzare ed ogni concessione al buonismo e un arretramento dei margini di sicurezza di tutti noi.
Prevenzione e repressione sono i due pilastri della sicurezza.
E’ compito dello stato agire per prevenire i crimini con il controllo del territorio.
E’ compito dello stato punire con severità chi delinque e mettere in condizione di non nuocere mai più chi si è reso responsabili di omicidi ripetuti ed efferati.
L’alternativa alla pena di morte comminata ai criminali dallo stato è la pena di morte per i cittadini onesti che hanno la disgrazia di incontrare chi, grazie al proibizionismo, invece di essere stato giustiziato è ancora in grado di uccidere Abele.

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