Oggi ne Il Resto del Carlino leggo, pagina 8, di una coppia di miei concittadini che ha “adottato” un condannato a morte in Georgia e raccoglie fondi per evitargli la sanzione che il locale Tribunale ha comminato per il suo crimine.
E’ evidente che ognuno usa il suo tempo e i suoi soldi nel modo che ritiene più congruo, ma personalmente credo che ci siano ben altre persone meritevoli di essere aiutate.
E anche sul pianeta “giustizia” vi siano ben altri scandali (ad esempio l’intolleranza nei confronti della espressione di idee politicamente scorrette con conseguente ampia discrezionalità dei giudici nel giudicare se una frase o un concetto debba essere sanzionato) e anche per quanto riguarda la pena di morte, vi siano altri condannati ben più meritevoli di una mobilitazione (ad esempio tutti quelli che, in Iran, in Cina, a Cuba sono condannati per le loro idee politiche).
L’adottato dai miei concittadini, infatti, non è neppure in grado di sollevare un benché minimo dubbio sul fatto che ha commesso il crimine per il quale è stato condannato.
Questo tizio ha assassinato brutalmente una donna ?
Sì, senza alcun dubbio.
Gli sono state garantite tutte le tutele necessarie a dispiegare una difesa compiuta ?
Assolutamente, sì.
La legislazione della Georgia, prevede la pena capitale per quel crimine ?
Ancora un sì, senza dubbi.
Gli Stati Uniti garantiscono l’imparzialità e la terzietà dei giudici rispetto al potere politico?
Per la quarta volta il “sì” è netto e senza tentennamenti.
Sono così rispettate tutte le condizioni per considerare legittima la sanzione comminata.
Sempre sul “Carlino” leggo che il condannato a sua “discolpa” racconta una commovente storia strappalacrime sulla sua infanzia: ma quanti si trovano o si sono trovati nelle sue condizioni ed hanno reagito senza uccidere ?
Mi permetto quindi di contestare la “battaglia” dei miei concittadini che interferisce con il regolare corso della Giustizia in uno stato estero, là dove sono stati rispettati tutti i canoni per rendere quel giudizio perfettamente conforme alle leggi ed ai principi che devono informare una sentenza indipendente e serena.
Se dobbiamo impegnarci, se dobbiamo profondere energie e denaro, facciamolo per cause più meritevoli.
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E’ evidente che ognuno usa il suo tempo e i suoi soldi nel modo che ritiene più congruo, ma personalmente credo che ci siano ben altre persone meritevoli di essere aiutate.
E anche sul pianeta “giustizia” vi siano ben altri scandali (ad esempio l’intolleranza nei confronti della espressione di idee politicamente scorrette con conseguente ampia discrezionalità dei giudici nel giudicare se una frase o un concetto debba essere sanzionato) e anche per quanto riguarda la pena di morte, vi siano altri condannati ben più meritevoli di una mobilitazione (ad esempio tutti quelli che, in Iran, in Cina, a Cuba sono condannati per le loro idee politiche).
L’adottato dai miei concittadini, infatti, non è neppure in grado di sollevare un benché minimo dubbio sul fatto che ha commesso il crimine per il quale è stato condannato.
Questo tizio ha assassinato brutalmente una donna ?
Sì, senza alcun dubbio.
Gli sono state garantite tutte le tutele necessarie a dispiegare una difesa compiuta ?
Assolutamente, sì.
La legislazione della Georgia, prevede la pena capitale per quel crimine ?
Ancora un sì, senza dubbi.
Gli Stati Uniti garantiscono l’imparzialità e la terzietà dei giudici rispetto al potere politico?
Per la quarta volta il “sì” è netto e senza tentennamenti.
Sono così rispettate tutte le condizioni per considerare legittima la sanzione comminata.
Sempre sul “Carlino” leggo che il condannato a sua “discolpa” racconta una commovente storia strappalacrime sulla sua infanzia: ma quanti si trovano o si sono trovati nelle sue condizioni ed hanno reagito senza uccidere ?
Mi permetto quindi di contestare la “battaglia” dei miei concittadini che interferisce con il regolare corso della Giustizia in uno stato estero, là dove sono stati rispettati tutti i canoni per rendere quel giudizio perfettamente conforme alle leggi ed ai principi che devono informare una sentenza indipendente e serena.
Se dobbiamo impegnarci, se dobbiamo profondere energie e denaro, facciamolo per cause più meritevoli.
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