Un blog per la certezza della pena, per una pena proporzionale al crimine, ivi inclusa, per gli eventi più feroci, la pena di morte, pena legittimamente comminata da uno Stato civile, a difesa dei cittadini onesti. Perchè lo Stato deve stare dalla parte di Abele.

 
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17 aprile 2008

Nè illegale, nè inumana

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha “riabilitato” la pena di morte comminata mediante iniezione letale.
Con una sentenza a larga maggioranza (7 contro 2) ha deliberato la legittimità delle modalità applicative della sanzione che era stata messa sotto accusa da alcuni condannati per una asserita “inumanità”.
Il ricorso alla Corte Suprema portò, come conseguenza, la sospensione di tutte le esecuzioni programmate con tale sistema dal settembre 2007 ad oggi.
Tale sospensione fu, impropriamente, interpretata come una vittoria dei proibizionisti, anche se in questa sede avemmo modo di spiegare la sua reale natura .
Adesso la Corte Suprema, con la sentenza diffusa ieri, ha autorizzato la ripresa delle esecuzioni.
Rimane, ovviamente, aperta la questione più generale sulla pena di morte.
E’ da evidenziare che in quelle nazioni dove la Sovranità è ancora vista come intangibile e patrimonio del Popolo, la moratoria che l’onu avrebbe voluto imporre non ha raccolto alcuna adesione.
In sostanza: all’ordine pubblico e a fare giustizia a casa mia, ci penso io e nessun organismo esterno è facoltizzato ad interloquire sulle mie decisioni.
Mi piacerebbe che anche in Italia si applicasse questo elementare principio di Sovranità, a cominciare dalla lotta contro l’immigrazione clandestina e la conseguente criminalità.

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