Un blog per la certezza della pena, per una pena proporzionale al crimine, ivi inclusa, per gli eventi più feroci, la pena di morte, pena legittimamente comminata da uno Stato civile, a difesa dei cittadini onesti. Perchè lo Stato deve stare dalla parte di Abele.

 
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10 gennaio 2008

Legittima difesa, armi in pugno

Alcuni giorni fa, purtroppo solo nelle pagine interne dei quotidiani, è apparsa la notizia di un tentativo di rapina ai danni di un cittadino, finita con la reazione del rapinato.
Il meritevole cittadino è riuscito a disarmare uno dei delinquenti e ad abbatterlo.
L’altro criminale è scappato.
La rapina non è andata a buon fine per i delinquenti grazie al cittadino che ha reagito.
Questa notizia rientra nella serie: quando il cittadino si incazza.
E quando ciò accade per i criminali il gioco non vale più la candela.
E’ ora di favorire questo atteggiamento di alto senso civico che aiuta anche il prossimo, soprattutto quando mette nelle condizioni di non nuocere un delinquente.
Ed ora pensiamo a quanto potrebbe essere utile liberare la possibilità per i cittadini onesti, che abbiano svolto il servizio militare o abbiano un attestato di idoneità, di possedere e portare armi.
Se questa norma fosse stata in vigore, il cittadino da cui abbiamo preso spunto, non avrebbe dovuto neppure rischiare una colluttazione con il delinquente.
E quanti altri cittadini avrebbero potuto impedire una rapina ai loro danni o una aggressione ad un vicino ?
Ecco un altro fronte che dovremo aprire, in un mondo che diventa sempre più violento e nel quale anche il cittadino onesto deve prepararsi (anche mentalmente) a difendersi, per evitare di ritrovarci deboli e disarmati davanti ad un crimine che, grazie anche ad una inconsulta politica dell’immigrazione, diventa sempre più pericoloso ed aggressivo senza che vi sia un adeguato e corrispondente aumento della incisività dell’azione delle Forze dell’Ordine.
Non per loro responsabilità, ma per mancanza di volontà politica da parte di una sinistra che non ha mai avuto e continua a non avere nel proprio dna il concetto di sicurezza e legalità.
Un' arma posseduta, rende ogni cittadino onesto più libero e più sicuro.

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22 commenti:

lorenzo ha detto...

mi pare assurdo volere armare i "cittadini onesti" che sono tra i primi ad ammazzare mogli e figli.
Mi pare assurdo dare la colpa agli immigrati quando la maggior parte dei crimini sono fatti da italiani, che addirittura spesso usano la manovalanza clandestina perche più conveniente.
Fai una domanda retorica nel post: "quanti altri cittadini avrebbero potuto impedire una rapina ai loro danni o una aggressione ad un vicino?" e io ti chiedi e quanti di questi rambo armat commetterebbero un crimine prima o poi? Pensi che basta dichiararsi un cittadino onesto per esserlo sempre.
Già la polizia può sbagliare, figurati un uomo qualsiasi.
Credo che la tua proposta accentuerebbe molto di più i rischi che già si corrono.
Tra l'altro mi fa paura quel "anche mentalmente" come a volere quasi una preparazione militare a una guerriglia.
saluti

La Pulce nell'Orecchio ha detto...

Ma il governo Berlusconi non aveva approvato una legge che rendeva lecito l'uso di un arma detenuta legalmente per difendere la propria abitazione ed anche il proprio luogo di lavoro?
Che fine ha fatto tale legge??

nixel ha detto...

idea carina, basta che non si finisca come in america dove anche i bambini possono averle o dove si abusa di questo strumento di difesa...

Massimo ha detto...

Lorenzo, consentimi, ma il tuo assunto va capovolto. IProprio i fatti che tu citi dimostrano che chi vuole delinquere o chi è instabile le armi le ha perchè non si preoccupa di rispettare le norme di legge. In tal modo chi delinque p chi è instabile "gioca" da una posizione di vantaggio nei confronti dei cittadini onesti che, rispettando le norme, non hanno porto d'armi o, quando l'hanno, sono costretti a lascirla, scarica, chiusa a chiave in un cassetto in casa.
"Anche mentalmente": sì, perchè a te sembra che siamo in una situazione di normalità nell'ordine pubblico ? :-D

Pulce. La legge, voluta dalla Lega, ampliava solo la possibilità di ricorrere alla legittima difesa, non aboliva le normative e i divieti all'acquisto e al portare armi per legittima difesa.

Nixel.L'esperienza americana ci può aiutare. Ma qui si sostiene un principio di libertà per cui il possesso di armi significa essere liberi (e più sicuri).

Ares ha detto...

Vorrei sottolineare il fatto che la proibizione di portare armi è più accentuata là dove c'è un sistema totalitario. Proprio perchè la possibilità di comprare e detenere armi è direttamente proporzionale al grado di libertà di cui godono i cittadini di uno stato. Dove c'è dittatura, c'è paura dei cittadini in armi e quindi si proibisce. Dove la libertà e la democrazia sono compiute e mature, il governo non ha paura dei suoi cittadini che, quindi, possono detenere armi.

L'Altra Rossa ha detto...

Rendiamoci conto che vietando l'uso di qualsiasi mezzo di difesa personale,a priori,uno stato...o meglio un governo,quindi non un qualcosa di astratto,ma delle persone fisiche ben precise,giocano impunemente con la vita dei cittadini onesti.Personalmente girerei con uno spray anti aggressione,ma non si può, in questo paese di ..... rischi di rovinarti la fedina penale.So che prima uno deve pensare alla propria pelle,ma le cose te le rendono difficili.

Massimo ha detto...

Non a caso ho inserito quella specifica immagine.
Gli schiavi NON portano armi.
Gli uomini liberi, sì.

Fabio ha detto...

Solo una precisazione al volo: è possibile portare spray irritanti anti-aggressione, ma solo se si tratta delle marche e modelli approvati dal Ministero. Maggiori informazioni qui.

michele ha detto...

A volte mi sembra che viviate sulla Luna: continuate a portare ad esempio gli stati uniti d'america, come se questi non fossero la prova esistente del fatto che a) la pena di morte non decrementa i reati b) la diffusione delle armi da fuoco non fa che incrementare il numero di rapine e di decessi per morte violenta c) una simile cultura della violenza al limite della guerriglia non incrementa la sicurezza ma rende più frequenti omicidi, stragi e usi impropri delle armi stesse d) si è più sicuri sapendo che solo il 5% della popolazione possiede una pistola, piuttosto che possedendone una ciascuno, cosìcché il primo a cui passa per la mente la può utilizzare a sproposito e contro di noi e) una pistola non rende un cittadino qualunque meno debole e disarmato di fronte ad un criminale, il quale avrà comunque molto probabilmente più perizia e freddezza per utilizzarla prima e meglio di lui.

Massimo ha detto...

Le tue affermazioni non sono nè documentate, nè documentabili per il semplice fatto che manca la controprova. Anzi ci sono statistiche - che in passato ho anche pubblicato - sul fatto che là dove c'è la possibilità di comprare armi si riducevano i reati. E se tu avessi letto altri interventi, sapresti che non solo l'aspetto deterrento, ma anche quello punitivo e di sicurezza induce a ritenere positiva la pena di morte. Sulle armi, inoltre, il proibizionismo è esattamente quello che impongono i regimi agli schiavi. Possedere un'arma ci consente di affrontare, su un piano di parità, i criminali che non hanno tanti problemi ad acquisirne una illegalmente. Avere un'arma è aumentare la sicurezza, aumentare la possibilità di contrastare un crimine.

Fabio ha detto...

[Doppio commento possibile a causa di errore di Blogger]

Rispondo a michele, e la cosa potrebbe diventare lunga.

a) Diciamo che nessuno finora è riuscito a chiarire quale sia l'effetto - se alcuno - della pena di morte sul numero di reati. Infatti, a differenza del proprietario del blog, io sono piuttosto neutrale sulla questione.

b) Davvero? In alcune località degli USA il tasso di criminalità è calato dopo che sono state passate leggi molto liberali sul porto di armi da fuoco; in Inghilterra le pistole sono state completamente bandite verso la fine degli anni 90, e da allora il tasso di omicidi è salito. Significa che c'è una correlazione diretta? Probabilmente no; ma allo stesso tempo tempo l'affermazione "la diffusione delle armi da fuoco non fa che incrementare il numero di rapine e di decessi per morte violenta" non è supportata dai dati.

c) Scusa, ma "una simile cultura della violenza al limite della guerriglia" è una frase senza senso. La guerriglia è una dottrina militare, non una cultura; d'altra parte io ritengo completamente legittimo l'uso della violenza per difendere i propri diritti. Gli usi impropri delle armi da fuoco sono per la grande maggioranza dei casi il risultato di ignoranza ed irresponsabilità dei singoli più che di una fantomatica "cultura della violenza". Inoltre, le armi da fuoco non son ocerto indispensabili per uccidere, come certi casi della cronaca italian recente dimostrano.

d) Di nuovo, davvero? L'ultima volta che ho controllato (dati del 2004, mi pare) il tasso di omicidi in Italia è del 20% più basso che negli USA. Se ci fosse una proporzionalità diretta fra numero di armi in circolazione e tasso di omicidi il divario dovrebbe essere enorme - visto che negli USA ci sono in circolazione... un numero imprecisato di armi da fuoco; probabilmente 250-300 milioni. Inoltre, il numero di armi negli USA è cresciuto in modo monotono nel tempo, mentre il tasso di omicidi oscilla: anche in questo caso, se ci fosse una proporzionalità diretta, il tasso di omicidi dovrebbe avere la stessa tendenza (naturalmente, bisogna considerare anche l'incremento di popolazione).

e) Avere un'arma da fuoco fornisce pari capacità rispetto ad un criminale armato allo stesso modo, e questo non mi sembra un fatto trascurabile. Perizia e freddezza si acquisiscono con lo studio teorico e l'esercizio pratico: ci sono molti appassionati di armi che conoscono bene la balistica,e passano anche più tempo al poligono degli agenti di polizia. Sono un tiratore anche io; certe situazioni le conosco di persona. Invece, la maggior parte dei criminali hanno conoscenze di balistica che non vanno oltre la vox populi; la loro competenza con le armi si riduce al caricare, puntare ad un bersaglio vicino e sparare. Quello che li distingue dai normali cittadini è il minore rimorso.

Per finire, mentre i paesi al mondo dove ci sono diffusa cultura delle armi e leggi non punitive sono pochi, gli USA non sono l'unico. In Tailandia molti cittadini possiedono armi da fuoco, così come nelle Filippine; in Svizzera buona parte dei maschi adulti fanno parte dell'esercito popolare, quindi custodiscono in casa un fucile d'assalto dotato di munizioni - e sono sicuro che si possono trovare anche altri esempi. Qual'è la situazione del crimine in questi paesi?

l'altra rossa ha detto...

Normativa di ordine pubblico e Sanità
Cassazione penale, sez. I, 4 dicembre 2007, n. 44994

Costituisce reato il porto in luogo pubblico di una bomboletta spray anti-aggressione.


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Dimensioni testo:



Osserva

Con sentenza 21-29.12.2006 Amantonico Gianmaria veniva condannato alla pena di € 200 di ammenda per aver portato (utilizzandola poi contro una persona) una bomboletta spray c.d. antiaggressione;
che avverso la condanna proponeva ricorso per cassazione l’Amantonico, assumendo che la bomboletta era pubblicizzata su un sito internet della ditta Spy e Spy di Cava dè Tirreni, sì che egli l’aveva acquistata e portata in luogo pubblico in buona fede, avendo tale offerta pubblica ingenerato in lui la convinzione di non compiere nulla di illegale.
Il ricorso è manifestamente infondato.
Costituisce reato il porto in luogo pubblico di una bomboletta spray, contenente gas lacrimogeno, in quanto idonea ad arrecare offesa alla persona e come tale rientrante nella definizione di arma comune da sparo di cui all’art. 2 L. n. 110/75 (Cass. I, 9-22.6.2006, n. 21932). Né dalla più datata sentenza Cass. I, 5.7-18.9.1995, n. 9703 può giungersi ad una conclusione opposta, essendosi colà solo escluso che il porto della bomboletta ricada sotto la più grave legge n. 497/74.
Com’è noto l’ignoranza della legge penale non scusa tranne che si tratti di ignoranza inevitabile. Ora, a prescindere dal fatto che l’imputato non ha dimostrato di aver acquistato la bomboletta presso la Spy e Spy, non ha nemmeno provato di essersi informato presso l’organo competente in materia di porto d’armi (Questura), né ha dimostrato di aver ricevuto alcuna assicurazione circa la liceità del porto della bombola da parte del venditore privato.
Non può dirsi, quindi, che la sua ignoranza non sia rimproverabile, posto che una semplice pubblicità non può scriminare la condotta, dovendo al contrario l’imputato di aver assolto il proprio dovere di conoscenza con l’ordinaria diligenza, cioè attraverso la corretta utilizzazione di tutti i mezzi d’indagine e ricerca dei quali disponeva. Poiché egli afferma di aver visto la pubblicità su internet, significa che sa navigare su internet, sì che ben poteva anche consultare il sito della Polizia di Stato, il quale offre non solo uno sportello di consulenza on-line, ma ha anche un link specifico sulle armi: sarebbe stato dunque in grado, con la normale diligenza, di capire che il porto della bomboletta era illegale.
Alla declaratoria di inammissibilità del ricorso seguono, avuto riguardo al carattere pretestuoso e meramente dilatorio delle doglianze formulate, le conseguenze di legge, meglio precisate nel dispositivo.

PQM

La Corte visti gli artt. 606, 616 c.p.p. dichiara il ricorso inammissibile e condanna il ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e al versamento della somma di euro mille a favore della Cassa delle ammende.

Questa è la sentenza del 2007,anche se non si capisce il contenuto della bomboletta,qui parlano di spray anti aggressione e non danno particolari,o meglio parlano di GAS LACRIMOGENO,ma non so se intendono così anche il peperoncino.Il fatto comunque è che se prima lo potevi acquistare con tranquillità ora non sei più sereno/a.Anche perchè è penale.

Anonimo ha detto...

ahauahuahau, penso di aver trovato un blog con il quale sono in disaccordo su tutto, anche sulle virgole.

Massimo ha detto...

Legittimo ... a condizione di reciprocità :-)

Anonimo ha detto...

Quante cazzate!! a parte la retorica da quattro soldi, ti vorrei vedere davvero con una pistola in mano davanti ad un delinquente armato.... ti pisceresti sotto, e forse come risultato supplementare, vedendoti armato, ti faresti anche ammazzare. Un bel risultato! Tutto il resto sono chiacchiere da bar.

Massimo ha detto...

Vuoi provare ? :-D

Anonimo ha detto...

Beh, caso mai chi ha paura può rimanere a casa a giocare alla roulette russa. Beh, in certi quartieri, non essendo armati è come giocarci.

Comunque, un po' di Sana "paura" (aumento di attenzione, e non panico), fa sempre bene.

Onestamente però, è un peccato, dover arrivare a ricorrere alle armi. Anche solo pensare di arrivare a doverle comprare, sta a dimostrare che la legge ha fallito. Che lo Stato, ha fallito. Sempre personalmente, pensare di avere in mano un oggetto che può togliere la vita a una pesona, mi fa abbastanza ribrezzo. Ma sempre personalmente parlando, non nego, che per non rischiare la mia vita, avrei voluta averla con me. Non per usarla, ma nel caso, per dire: "guarda, ce l'ho anch'io e la mia è più bella".

Aribandus

Terza Posizione Studentesca ha detto...

Mi pare che se ogni cittadino avesse un'arma per la propria autodifesa sarebbe un fatto positivo. Tuttavia ho delle riserve: che queste armi non vengano portate all'esterno dell'abitazione onde non scatenare un "far west moderno" con pistolettate gratuite.

Si, le armi ci vogliono, ma devono essere una ogni capofamiglia e devono rimanere all'interno della casa.

P.S. Bel blog!

Anonimo ha detto...

Occhio, però, ragazzo, a che non venga in alcunissimo modo incoraggiata la tentazione a farsi giustizia da sè, d'accordo?
Tommaso Pellegrino - Torino

Massimo ha detto...

Nessuno vuole la "giustizia fai da te", ma che Giustizia sia fatta.

Anonimo ha detto...

giocare con le pistole, roba da terroni, da usare a capodanno per ammazzare il poveretto di turno festeggiando il nuovo anno!:(

Le armi e la pena di morte non sono soluzioni, ci sono altre strade da percorrere ma SICCOME SONO MOLTO PIU' COSTOSE NESSUNO LE PROPONE MAI, MEGLIO ANDARE IN PIAZZA CON L'AUTOBLIDA!

Massimo ha detto...

Mi sembra che, invece, persistano ostinatamente i divieti per i cittadini onesti alla possibilità di difendersi.
E se un criminale viene abbattuto durante un tentativo di rapina, il cittadino che si è - giustamente - difese subisce un monte di disturbi.
Esattamente il contrario dell'affermazione dell'anonimo commentatore.