Un blog per la certezza della pena, per una pena proporzionale al crimine, ivi inclusa, per gli eventi più feroci, la pena di morte, pena legittimamente comminata da uno Stato civile, a difesa dei cittadini onesti. Perchè lo Stato deve stare dalla parte di Abele.

 
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06 dicembre 2007

Pena di morte ed ergastolo

Uno degli argomenti che, a commento dei post a sostegno della pena di morte, vengono portati dai proibizionisti, riguarda la certezza della pena.
Loro asseriscono che è pena sufficiente una pena che imponga al criminale di scontare una detenzione fino all’ultimo giorno, senza sconti.
Questo, sottintende ed a volte è reso esplicito, anche l’approvazione dell’ergastolo.
E anche in quei casi possiamo tranquillamente distinguere quanti fanno simili affermazioni in perfetta buona fede unita ad una totale ingenuità e quanti, invece, le propongono in completa malafede.
Vediamo infatti che all’interno di quanti si sdilinquiscono contro la pena di morte, vi sono forti spinte e consensi per tutti quei provvedimenti che vanno a senso unico: favorendo solo ed esclusivamente Caino.
Il tutto ammantato da arzigogolati concetti quali “rieducazione”, “recupero”, “riabilitazione” e via discorrendo.
In questo ambito si ritrovano coloro che hanno sostenuto l’indulto, vorrebbero fare un passo oltre a procedere con l’amnistia, magari sottoscrivono documenti e manifesti per la grazia a condannati con sentenza passata in giudicato per l'assassinio di un Commissario di Polizia, concedono cittadinanze onorarie (!!!) a personaggi condannati a decine di anni di galera per terrorismo e la cui libertà è stata barattata con il silenzio su un incidente che ha provocato decine di morti.
E ci sono anche coloro che oggi, come trenta anni fa, sostengono un passo ulteriore verso le esigenze dei criminali: l’abolizione dell’ergastolo.
Di questi tempi l’ergastolo non lo sconta più nessuno, ad eccezione di un 93enne come il Colonnello Eric Priebke.
Ciononostante la pena esiste ancora, è contemplata dal nostro ordinamento e criminali efferati che meriterebbero la pena di morte vengono formalmente condannati all’ergasto (a volte anche peggio: a un paio di decenni di galera, per poi essere liberati al primo starnuto “per motivi di salute”).
Mi è capitato di ascoltare per radio una intervista a tal Luigi Manconi, qualificato sottosegretario alla giustizia del governo di sinistra.
Non so se sia “quel” Manconi in auge tra gli ecoambientalisti sul finire degli anni novanta, poi “esperto” di telecomunicazioni, quindi, credo, in qualche “authority” che fa la gioia delle associazioni dei consumatori.
Sta di fatto che da sottosegretario alla giustizia (!!!) ha affermato di essere personalmente contro al “fine pena: mai” perché non ritiene che rispetti la funzione riabilitativa della pena.
Con onestà ha peraltro ammesso che l’abolizione dell’ergastolo non rientra nei programmi di governo.
Manconi commette lo stesso errore di tanti che “accusano” la pena capitale di non servire allo scopo.
Dimentica uno dei pilastri della pena: assicurare i cittadini onesti che un efferato criminale non potrà mai più commettere un altro reato.
La pena di morte serve a dare ai cittadini onesti una assicurazione totale e irreversibile in tale senso.
L’ergastoloche quelli come Manconi vogliono abolire – ci assicurerebbe che, pur con una residua percentuale di incertezza, pur con un onere a carico di tutti noi molto alto, quel criminale resterebbe in galera per sempre e per sempre inabilitato a fare danni.
Se la punizione fosse rispettata senza sconti.
Se la pena fosse comminata senza campagne abolizioniste.
Siamo nuovamente al problema di fondo: si preferisce avere un atteggiamento di riguardo per i criminali che per i cittadini onesti.
Si trova ogni scappatoia per liberare i criminali, indifferenti ai rischi accresciuti per i cittadini onesti.
Pena di morte, ergastolo e poi cosa ?
Metteranno un limite anche agli anni che si possono scontare ?
Perché abolire il “fine pena: mai” e non imporre un massimo, che so, di 25 anni di galera ?
Con una simile mentalità il cittadino onesto resterà sempre in balia della criminalità, mentre la punizione per Caino diventerà sempre meno deterrente.
E con simili impostazioni filosofiche, come si può pensare che i criminali vengano obbligati a scontare fino in fondo la loro condanna, come si illudono le anime ingenue di cui in premessa ?
E torniamo alla necessità di tutela dei cittadini onesti, anche con l’ergastolo, anche con la pena di morte.
E se non ci pensa lo stato, arriverà il giorno in cui la misura sarà colma e ci penseranno i cittadini stessi, perché non c’è niente di più devastante della rabbia, a lungo trattenuta, degli onesti.

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13 commenti:

NemoTeneturAdImpossibilia ha detto...

Io sarei contento della pena di morte .Il problema è questa magistratura ... e quindi ....non si può affidare uno strumento così affilato a dei ciechi.

Massimo ha detto...

Condivido le riserve su chi, in Italia, amministra la giustizia, ma ciò non toglie alcuna validità al principio che ad ogni crimine va comminata una pena proporzionata. E ai crimini efferati (come più volte elencati in questo blog) anche la pena di morte.

NemoTeneturAdImpossibilia ha detto...

e sò d'accordo, ma tu hai visto mai un omicidio del quale si trovi l'assassino? Io molti pochi.Vale a dire :molto spesso la magistratura trova "un colpevole" per zittire i "capi".Adsso io penso se quelli identificati come "colpevoli" non lo fossero.Ancora :Questo potere si attribuisce a chi, già così come stanno , fanno il buono ed il cattivo tempo, fanno "giustizia ad orologeria",in poch parole,fanno casino:mi ricordo Tortora,contrada ,ma tante persone che poi sono uscite con tante scuse e nel frattempo gli era venuto il cancro.prima della pena di morte bisogna ricostruire daccapo la magistratura , altrimenti la magistratura avrà un'arma in più per fare danni .

Checco ha detto...

Ciao, pur essendo storicamente di destra, non credo che la pena di morte possa essere la panacea di tutti i mali italiani (usa dcoet), se a ciò aggiungiamo l' incopetenza dei nostri magistrati, a morire sarebbero solo gli innocenti... Poi invece che ammazzarli, i criminali, secondo me vanno fatti lavorare, l'Italia necessita di asfaltatori, e manovali... usiamoli

Massimo ha detto...

Checco, nessuno propone la pena di morte come "panacea", non è nel costume di chi è di Destra essere così assolutista: lasciamo simili sciocchezze alla sinistra ed ai proibizionisti da moratoria ;-)
Noi sosteniamo la pena di morte per garantire i cittadini onesti contro alcuni criminali, quelli più efferati.
Ne resterebbero a sufficienza per lavori forzati e ... socialmente utili :-)

Anonimo ha detto...

5. Non uccidere.

Vergognati! E non accostare la nascita di Gesù Banmbino e ai tuoi deliri giustizialisti!

Daniele

Massimo ha detto...

Uno stato, al termine di un regolare processo, non uccide, ma fa giustizia. Tu chiami i miei "deliri giustizialisti", ammettendo che di giustizia si tratta.
Puoi condividerla o meno, ma anche la pena di morte serve ad aaicurare quell'ordine sociale necessario per potersi occupare anche delle questioni ultraterrene.

Lorenzo ha detto...

ciao sono lorenzo,
capito qui per caso, spesso commento siti di cui non condivido l'impostazione cercando spiegazioni a me e agli altri.
Ora però ho visto questo sito che difende a spada tratta la pena di morte, in favore dei cittadini "onesti" che tutti sanno mettere in ballo con uno schiocco di dita.
Tralasciando le varie immagini sulla destra che toccano il mio lato emotivo diciamo, ti chiedo come puoi essere a favore di questa forma barbara di giustizia. Alla stregua della giustizia antico islamica (che credo detesterai) che tagliava le mani ai ladri.
Come può uno stato risolvere un delitto con un delitto? Questa semplice domanda a me personalmente mi inibisce anche solo al pensiero della pena di morte.
In più l'umanità è fallibile e dare la possibilità di un omicidio legale a degli uomini significa preventivare che sbaglieranno in qualche caso.
Se questi argomenti sono poco convincenti perche incentrati su dei principi di etica il primo e di errore il secondo, be una motivazione molto pragmatica è la decisione dello stato della florida che ha abolito la pena di morte solo perche poco conveniente, sia in termini economici che di deterrenza dei reati.
A livello spirituale non ti da nessun problema l'uccidere una persona che fermo restando che debba stare in galera (quindi niente indulto o amnistia come la vedo io) potrebbe cambiare, migliorare, aiutare chi è nelle sue condizioni.
Non so se la tua difesa di abele sia in buona fede o sia solo un espressione di insensibilità, ma credo bisogna ricordare che caino lo poteva giudicare solo dio.
Comunque cordiali saluti, attendo risposta

Massimo ha detto...

Lorenzo, tutte le domande hanno avuto risposta nei vari post.
In sintesi. Non esiste solo la deterrenza, ma anche l'atto di giustizia, la sicurezza che quel delinquente non reiteri il crimine, la proporzionalità della pena.
La pena di morte non è omicidio, ma una sanzione che viene comminata al termine di un processo regolare (spesso sin troppo lungo).
Dio giudica Caino sul piano morale, noi abbiamo l'obbligo di mettere in sicurezza la nostra vita terrena.

Lorenzo ha detto...

è vero, molte mie domande erano state già prese in considerazione, ho girato un altro pò e l'ho notato.
Riesco anche a capire senza condividere il tuo punto di vista, rimangono in piedi due punti, il fatto che un omicidio sia stato dato da un tribunale non toglie il fatto che a quell'uomo vien tolta la vita punto. Chiamalo come vuoi, ma la vita penso sia l'unica cosa intoccabile. Se il ragionamento è di vendetta nel senzo "tu hai ucciso ora verrai ucciso" può stare in piedi, ma non mi sembra il modo più adatto di trattare una cosa del genere.
Abbiamo fatto passi avanti nella scienza e nella comprenzione allora usiamoli.
E comunque penso sarai d'accordo con me che i delitti sono minori dove il benessere è maggiore, dove non ci sono criticità e dove chiunque può vivere, allora perche non partire da que invece che dalla pena di morte? Potrai dirmi che è un altra storia, che è giusto fare sia l'uno che l'altro ma io ti dico che proprio per evitare la barbarie della pena di morte si deve partire dai fattori economici.
Un altro appunto dio giudica sul piano morale anche l'uomo che uccide un criminale. (questo è solo perche un pò di religione stava in mezzo, premetto di essere ateo)
Rigrazie per l'attenzione anche se stavolta sono andato un pò di fretta a scrivere alla prossima

Massimo ha detto...

Il punto di divergenza è sul concetto di omicidio.
Fare giustizia con la pena di morte non è omicidio, perchè questo termine ha un significato di ingiustizia che non appartiene all'esecuzione capitale.
Vendetta, se vogliamo semplificarci la vita chiamandola così, ma non solo, anche punizione, sicurezza, giustizia insomma.
E se è vero quel che affermi sui crimini in relazione al livello di benessere, è altrettanto vero che il nostro livello di benessere deve essere difeso e deve farlo lo stato, sennò toccherà a noi stessi difendere le nostre vite e le nostre proprietà.

Anonimo ha detto...

ma perchè non ti ammazzi pezzo di coglione?

Massimo ha detto...

Perchè, anonimo intero, non sono io quello che dovrebbe abbandonare questa valle di lacrime per rendere il mondo migliore ... :-D