Un blog per la certezza della pena, per una pena proporzionale al crimine, ivi inclusa, per gli eventi più feroci, la pena di morte, pena legittimamente comminata da uno Stato civile, a difesa dei cittadini onesti. Perchè lo Stato deve stare dalla parte di Abele.

 
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19 dicembre 2007

Moratoria a senso unico:guadagna solo Caino

Ieri l’assemblea dell’onu ha approvato a maggioranza una raccomandazione non vincolante circa una moratoria sulle esecuzioni.
E’ una raccomandazione, quindi non ha alcun valore vincolante e, naturalmente, è stata votata a maggioranza da paesi che la pena di morte hanno già (momentaneamente) abolito.
E’ quindi solo una gigantesca operazione di propaganda senza alcuna efficacia pratica, se non quella di rassicurare i delinquenti che, male che vada loro, la vita, loro, la conserveranno ... se la “raccomandazione” sarà recepita da chi ha ancora nel proprio ordinamento la pena capitale.
A parte le vuote chiacchiere con le quali all’onu ci ripagano delle ingenti somme sperperate per tale organismo, la “raccomandazione” ha almeno due punti deboli, debolissimi.
Il primo riguarda la sovranità di uno stato.
La “raccomandazione” non ha alcun valore, nè pratico, nè morale, rappresentando solo la volontà di una parte, sia pur maggioritaria, delle nazioni (è tutto da vedere se rappresenta anche la maggioranza delle popolazioni) di sospendere le esecuzioni.
Ma già alcuni fanatici proibizionisti, che evidentemente hanno tempo da vendere, stanno pensando di iniziare un nuovo giro con una risoluzione che vincoli a non comminare più tale punizione.
Mi piacerebbe vedere come pensano poi di far rispettare tale risoluzione nei confronti degli Stati Uniti e della Cina (tanto per fare due esempi).
Troppo facile capire che resterà lettera morta.
Una patacca che Prodi e D’alema si appuntano al petto, ma di nessuna utilità, anzi dannosa.
Sì, perchè il secondo aspetto negativo che la raccomandazione fa emergere è una ulteriore garanzia di impunità ai criminali.
Impunità che è anche mancanza di una pena adeguata al crimine commesso.
Non v’è dubbio che chi sa che non verrà punito con il massimo della pena, anche senza arrivare agli eccessi lassisti dell’Italia (non a caso c’è una associazione che intima di non toccare Caino guidata – anche qui il caso ? – da un ex terrorista rosso approdato in parlamento tra le file della sinistra) il messaggio che si proietta è: uccidete pure, tanto la vostra vita è intangibile.
Purtroppo l'Italia di Prodi è capofila di questo tipo di messaggi, visto che dopo l'indulto ha anche pasticciato il famoso decreto sicurezza, rendendolo carta straccia.
In sostanza: non toccate Caino, che Abele giaccia senza giustizia e i suoi parenti si diano pace.
Infatti, in tutte le campane a festa che i proibizionisti hanno suonato per il voto dell’onu, manca l’aspetto più importante per qualsiasi cittadino: cosa intendono fare per garantire la sicurezza degli onesti ?
Hanno ottenuto analoga moratoria dagli assassini ?
Poichè è da dubitare la reciprocità nelle moratorie, ecco che si offre una mano ai criminali che ne approfitteranno a modo loro ed a rimetterci saranno, come sempre, i cittadini onesti.
Almeno fino a quando, moratoria o non moratoria, non ne avremo abbastanza e, non sentendoci più tutelati dallo stato, ci faremo giustizia da soli.

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06 dicembre 2007

Pena di morte ed ergastolo

Uno degli argomenti che, a commento dei post a sostegno della pena di morte, vengono portati dai proibizionisti, riguarda la certezza della pena.
Loro asseriscono che è pena sufficiente una pena che imponga al criminale di scontare una detenzione fino all’ultimo giorno, senza sconti.
Questo, sottintende ed a volte è reso esplicito, anche l’approvazione dell’ergastolo.
E anche in quei casi possiamo tranquillamente distinguere quanti fanno simili affermazioni in perfetta buona fede unita ad una totale ingenuità e quanti, invece, le propongono in completa malafede.
Vediamo infatti che all’interno di quanti si sdilinquiscono contro la pena di morte, vi sono forti spinte e consensi per tutti quei provvedimenti che vanno a senso unico: favorendo solo ed esclusivamente Caino.
Il tutto ammantato da arzigogolati concetti quali “rieducazione”, “recupero”, “riabilitazione” e via discorrendo.
In questo ambito si ritrovano coloro che hanno sostenuto l’indulto, vorrebbero fare un passo oltre a procedere con l’amnistia, magari sottoscrivono documenti e manifesti per la grazia a condannati con sentenza passata in giudicato per l'assassinio di un Commissario di Polizia, concedono cittadinanze onorarie (!!!) a personaggi condannati a decine di anni di galera per terrorismo e la cui libertà è stata barattata con il silenzio su un incidente che ha provocato decine di morti.
E ci sono anche coloro che oggi, come trenta anni fa, sostengono un passo ulteriore verso le esigenze dei criminali: l’abolizione dell’ergastolo.
Di questi tempi l’ergastolo non lo sconta più nessuno, ad eccezione di un 93enne come il Colonnello Eric Priebke.
Ciononostante la pena esiste ancora, è contemplata dal nostro ordinamento e criminali efferati che meriterebbero la pena di morte vengono formalmente condannati all’ergasto (a volte anche peggio: a un paio di decenni di galera, per poi essere liberati al primo starnuto “per motivi di salute”).
Mi è capitato di ascoltare per radio una intervista a tal Luigi Manconi, qualificato sottosegretario alla giustizia del governo di sinistra.
Non so se sia “quel” Manconi in auge tra gli ecoambientalisti sul finire degli anni novanta, poi “esperto” di telecomunicazioni, quindi, credo, in qualche “authority” che fa la gioia delle associazioni dei consumatori.
Sta di fatto che da sottosegretario alla giustizia (!!!) ha affermato di essere personalmente contro al “fine pena: mai” perché non ritiene che rispetti la funzione riabilitativa della pena.
Con onestà ha peraltro ammesso che l’abolizione dell’ergastolo non rientra nei programmi di governo.
Manconi commette lo stesso errore di tanti che “accusano” la pena capitale di non servire allo scopo.
Dimentica uno dei pilastri della pena: assicurare i cittadini onesti che un efferato criminale non potrà mai più commettere un altro reato.
La pena di morte serve a dare ai cittadini onesti una assicurazione totale e irreversibile in tale senso.
L’ergastoloche quelli come Manconi vogliono abolire – ci assicurerebbe che, pur con una residua percentuale di incertezza, pur con un onere a carico di tutti noi molto alto, quel criminale resterebbe in galera per sempre e per sempre inabilitato a fare danni.
Se la punizione fosse rispettata senza sconti.
Se la pena fosse comminata senza campagne abolizioniste.
Siamo nuovamente al problema di fondo: si preferisce avere un atteggiamento di riguardo per i criminali che per i cittadini onesti.
Si trova ogni scappatoia per liberare i criminali, indifferenti ai rischi accresciuti per i cittadini onesti.
Pena di morte, ergastolo e poi cosa ?
Metteranno un limite anche agli anni che si possono scontare ?
Perché abolire il “fine pena: mai” e non imporre un massimo, che so, di 25 anni di galera ?
Con una simile mentalità il cittadino onesto resterà sempre in balia della criminalità, mentre la punizione per Caino diventerà sempre meno deterrente.
E con simili impostazioni filosofiche, come si può pensare che i criminali vengano obbligati a scontare fino in fondo la loro condanna, come si illudono le anime ingenue di cui in premessa ?
E torniamo alla necessità di tutela dei cittadini onesti, anche con l’ergastolo, anche con la pena di morte.
E se non ci pensa lo stato, arriverà il giorno in cui la misura sarà colma e ci penseranno i cittadini stessi, perché non c’è niente di più devastante della rabbia, a lungo trattenuta, degli onesti.

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