Un blog per la certezza della pena, per una pena proporzionale al crimine, ivi inclusa, per gli eventi più feroci, la pena di morte, pena legittimamente comminata da uno Stato civile, a difesa dei cittadini onesti. Perchè lo Stato deve stare dalla parte di Abele.

 
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02 novembre 2007

Una moratoria che fa piangere

72 nazioni hanno sottoscritto una proposta da mettere ai voti dell’assemblea dell’onu per chiedere una moratoria sulle esecuzioni capitali.
In Italia la notizia è stata accolta con gridolini di giubilo e dal pianto di un ministro di sinistra, la radicale Bonino (dicono per la gioia, ma vorremmo sperare da un rigurgito di coscienza che l’’abbia fatta pensare: ma cosa ho combinato ?).
Ben altri pianti (e il primo che registriamo è quello dei famigliari della signora Giovanna Reggiani, barbaramente aggredita, picchiata, violentata e uccisa da uno straniero a Roma due giorni fa), purtroppo, ha provocato e continuerà a provocare la politica lassista e proiettata unicamente a tutelare Caino adottata dalla sinistra, tanto che la concomitanza tra la presentazione della moratoria all’onu e l’insicurezza e illegalità galoppante in Italia, porta ad accostare i due eventi perchè comunicano al Popolo quale sia il concetto di “sicurezza” e di “legalità” che ha la sinistra.
E la barbarie di Roma non è che uno dei tanti episodi di violenza, omicidio, stupro, che vedono gli stranieri (ma non solo, anche se percentualmente sono in netta maggioranza) violentare la nostra terra e i cittadini onesti.
La violenza di Roma ha frantumato la fragile immagine di una capitale dell’effimero, che illumina il Colosseo per sostenere la moratoria contro la pena di morte (che toglie definitivamente dalla circolazione criminali efferati), che è piena di luminarie per un inutile festival del cinema, monumento alla vacuità veltroniana, ma non è in grado di gestire una stazione del trasporto di superficie e neppure di illuminare una pubblica via.
Solo per tale motivo Prodi ha scritto, sotto evidente dettatura di un Veltroni in grave difficoltà, un decreto che dovrebbe espellere gli stranieri criminali.
Ma bene ha fatto Gianfranco Fini, ricordandosi di quando era di Destra, perchè sicurezza e legalità sono di Destra, a dire che il decreto lo avrebbe votato solo se avesse previsto l’espulsione anche degli stranieri privi di lavoro, come misura preventiva a tutela dei cittadini onesti.
E oggi dobbiamo anche leggere che il capo della comunità Rom dichiara che l’Italia è la “terra promessa” perchè si è ormai sparsa la voce che qui si delinque e non si paga dazio.
In una situazione così compromesso da neanche due anni di governo (?) della sinistra, ecco che brindano ad una iniziativa che mette ancor più a repentaglio la sicurezza dei cittadini, soprattutto in quelle nazioni, come l’Italia, dove un terzo dell’area governativa rifugge da ogni politica che tenda a ripristinare un minimo di legalità e vivibilità.
I proibizionisti, quelli che vorrebbero inibire una giusta punizione nei confronti dei criminali più efferati, contrabbandano la loro vocazione lassista e perdonista (veggasi tutte le leggi che hanno favorito scarcerazioni, riduzioni della pena, sofismi per invalidare prove, persecuzioni contro le Forze dell’Ordine anzichè perseguire i criminali) per un atteggiamento umanitario dal quale, caso strano !, a beneficiarne sono sempre e soltanto i delinquenti, mentre ad esserne danneggiati sono sempre soltanto i cittadini onesti.
Ed è ridicolo che i proibizionisti si vantino di andare contro l’opinione della maggioranza dei cittadini (che vorrebbe pene severe e applicate) di cui conoscono benissimo il favore verso la pena di morte (veggasi anche il sondaggio in corso nel Quotidiano Net ) , magari subito dopo aver contestato alla classe politica la distanza dal sentimento del Popolo.
Perchè la loro pervicace volontà di ammannirci costantemente pistolotti contro la pena di morte, quando sanno che in maggioranza siamo ad essa favorevoli, cos’è se non un’arrogante, elitaria posizione contraria alla volontà del Popolo ?
Almeno avessero il buon senso di distinguere tra la pena capitale comminata da una democrazia, al termine di un processo regolare e con tutte le garanzie di difesa concesse all’imputato, dalle esecuzioni sommarie che i paesi comunisti (Cina, Corea del Nord, Cuba, Birmania) e quelli islamici (Arabia Saudita, Iran) praticano.
Ma no, anzi è ben più facile attaccarsi alle (poche) esecuzioni che avvengono negli Stati Uniti che non alle centinaia che sono eseguite in quei paesi, troppo vicini alla loro ideologia.
Perchè anche la moratoria contro la pena di morte è strumento per indebolire le difese della società civile dell’Occidente che già deve far fronte all’attacco portato alla sua forza morale da nichilisti e oppositori di sempre della democrazia e della libertà.
Allora è giunto il momento che, davanti agli obbrobri come quello di Roma, sia il Popolo, il singolo citatdino a ribellarsi, a dire basta, a respingere l’esiziale “buonismo” ideologico di chi continua a lanciare messaggi di permissivismo nei confronti dei criminali.
Se non siamo più sicuri nelle nostre case, nelle nostre strade, dobbiamo pensare a come difenderci, utilizzando il principio della legittima difesa.
Ne torneremo necessariamente a parlare ma, nel frattempo, è opportuno rilanciare anche il principio delle pene proporzionate ai delitti commessi.
Non si possono reclamare dieci anni di reclusione per una eventuale frode fiscale e poi comminare la stessa pena per un omicidio.
La moratoria contro la pena di morte va contrastata.
Qui noi lo abbiamo iniziato a fare con il blog Non si abbia timore di punire Caino.
Adesso continueremo proponendo un blog roll per l’adesione di tutti coloro che hanno a cuore il nostro futuro, la nostra libertà, la nostra sicurezza.
Non è più il tempo di stare a guardare sperando di non essere colpiti dalla violenza criminale, prima o poi rischiamo di rimanerne vittime (dirette o indirette) anche noi.
Pena certa, ma anche pena proporzionata al crimine commesso: deterrenza, punizione, eliminazione del delinquente efferato per impedire che possa reiterare il crimine.
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4 commenti:

Anonimo ha detto...

certo che quando uno è un coglione lo si vede fino in fondo, con questo post proprio li hai superati tutti

Massimo ha detto...

Uno degli aspetti più interessanti del mondo internet è il constatare come chi non ha argomenti, debba segnalare la sua presenza con gli insulti, pensando forse di dire "io esisto", ma dimenticandosi che in tal modo ci fa soprattutto sapere che il suo encefalogramma è irrimediabilmente piatto ... :-D

Ristacci ha detto...

Tu scrivi puttanate, gente viene mandata a morte pur essendo innocente oppure per divergenze ideologiche.

Massimo ha detto...

E' evidente che il signor Ristacci non ha letto un tubo di quanto è stato scritto in questo blog, con particolare riferimento alla tipologia del processo e al discrimine tra la pena capitale comminata in una democrazia compiuta (come gli Stati Uniti) o da un regime dittatoriale (Cuba, Cina, Iran).
E' il difetto che maggiormente ho riscontrato negli interlocutori contrari alla pena di morte: approssimazione, generalizzazione e talebanismo (che il signor Ristacci esprime con una delle tipiche volgarità di quella categoria di persone).
Magari il signor Ristacci è anche uno di quelli che reclama più sicurezza ... :-D