Un blog per la certezza della pena, per una pena proporzionale al crimine, ivi inclusa, per gli eventi più feroci, la pena di morte, pena legittimamente comminata da uno Stato civile, a difesa dei cittadini onesti. Perchè lo Stato deve stare dalla parte di Abele.

 
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14 novembre 2007

Caino eroe del politicamente corretto

Grazie ad un articolo di Roberto Paradisi pubblicato ieri su Libero , vengo a conoscenza di una modifica della costituzione (nata dalla gloriosa resistenza antifascista bla ... bla ... bla ...) il cui articolo 27 consentiva la pena di morte nei casi previsti dal codice militare di guerra.
Il codice militare di guerra era già stato peraltro emendato nel 1994, abrogando la previsione della pena capitale, ma, trattandosi di legge ordinaria, come osserva l’Autore dell’articolo citato, un’altra legge ordinaria avrebbe potuto facilmente ripristinarla.
Così, invece, con una norma votata con la maggioranza dei due terzi, tale da impedire che il Popolo si pronunzi sul tema, è imposta, per il suo ripristino, una macchinosa procedura.
Purtroppo ci sono da evidenziare due aspetti negativi.
Il primo è che per raggiungere quel quorum, molti parlamentari del Centro Destra hanno evidentemente votato collusi con quelli di sinistra.
Il secondo è che, ancora una volta, si è evitato di cogliere l’occasione per chiedere al Popolo cosa ne pensi della pena di morte, sintomo evidente della paura dei proibizionisti di essere sonoramente smentiti come dimostrano tutti i sondaggi che danno una alta percentuale favorevole alla pena capitale, ultimo quello già linkato del Quotidiano Net .
In un momento in cui i cittadini chiedono a chi (malamente) li governa più sicurezza e severità contro chi delinque, ecco che si è compiuto un altro passo, nel silenzio quasi generale, verso il baratro cui ci conduce la politica lassista della sinistra, in questo caso con l’aggravante della complicità di eletti del Centro Destra.
La casta non è interessata a garantire la sicurezza dei cittadini, evidentemente considerati sudditi, e non si preoccupa neppure di cogliere l’occasione – d’oro – per sottoporre a referendum una vexata quaestio come la pena di morte, preferendo abbeverarsi alla fonte a senso unico di Pannella e Bonino.
E’ un bene che in un quotidiano come Libero venga denunciata questa modifica volutamente taciuta al Popolo.
E’ gesto di sensibilità verso una opinione pubblica che, con simili iniziative, si allontana sempre di più dalla casta e, prima o poi, reagirà come solo un Popolo incazzato può fare.

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6 commenti:

Antonio Candeliere ha detto...

ottima analisi

Massimo ha detto...

Grazie.

Anonimo ha detto...

Le solite minchiate del giustizialismo fascistoide; ancora così lontani dall'ottenere solo un giusto processo in Italia e dovremmo pure avere la pena di morte.

Va, tornate a difendere a sacralità della vita fin dagli spermatozoi almeno non ci contraddite

Massimo ha detto...

Faccio notare all'anonimo che la mancanza di un giusto processo non dipende certo dal giustizialismo "fascistoide", anzi, al contrario, dipende dal buonismo comunistoide che preferisce liberari i criminali invece di tenerli dietro le sbarre.
In secondo luogo la pena capitale è a difesa della vita dei cittadini onesti e, con questo, pienamente coerenti con la difesa della vita dei nascituri. :-D

theKemical ha detto...

Non è sicuramente con la pena di morte che si rende giustizia a questo paese. Sarebbe + importante smetterla di parlare di fascismo e comunismo e adoperarci tutti per far funzionare veramente le cose, in quest' Italia ipocrita e corrotta.

Massimo ha detto...

"Sicuramente" non è affatto sicuro :-)
L'Italia, poi, è anche come viene costruita in base ai progetti politici ed ideali che si confrontano e si scontrano.