Un blog per la certezza della pena, per una pena proporzionale al crimine, ivi inclusa, per gli eventi più feroci, la pena di morte, pena legittimamente comminata da uno Stato civile, a difesa dei cittadini onesti. Perchè lo Stato deve stare dalla parte di Abele.

 
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07 settembre 2007

Un triplo hurrah per la Polonia

La notizia è che la Polonia, nazione giovane nell’unione delle repubbliche socialiste europee, ha posto il veto alla inutile celebrazione di un giorno contro la pena di morte.
La pena di morte è, ormai, abolita in tutti gli stati della vecchia e decadente europa e, infatti, si vede come sguazzano i criminali e le invasioni extracom.
In tale situazione l’EURS va a ravanare a casa altrui – come se non avesse problemi più seri in casa propria – atteggiandosi a censore di comportamenti che, se frutto di repressione politica nelle tirannie comuniste ed islamiche, sono frutto di consapevole e garantista presa di coscienza contro la criminalità nelle democrazie liberali e occidentali.
Bene quindi ha fatto la Polonia a bocciare l’ennesima giornata di cazzeggio logorroico, ricordando che, da noi, il problema è di affrontare le conseguenze nei confronti dei più deboli, innocenti e indifesi, portate dall’aborto e dall’eutanasia.

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18 commenti:

Ares ha detto...

La Polonia sta diventanto una nazione che tiene alta la fiamam della libertà. Prima le sue obiezioni che hanno consentito di prendere tempo rispetto alla unione europea. Poi l'opposizione ad una giornata di inutili celebrazioni parolaie. Adesso dicendo "il re è nudo" a D'alema, definendolo comunista, ricordando a lui e a tutti noi le sue origini e il suo dna.

nixel ha detto...

i criminali sguazzano anche dove la pena di morte è presente (U$A)
non è ancora nato il delinquente che veda nella pena della morte un deterrente...
se si scopre il contrario potrei anche ripensarci...

Massimo ha detto...

Nixel tu guardo solo ad un tero della finalità delal pena.
Oltre alla deterrenza c'è anche la punizione e la neutralizzazione del delinquente.
E credo che nessuno possa obiettare che con la pena di morte questi due terzi di finalità siano pienamente raggiunti :-)

pin ha detto...

parimenti nessuno può obiettare che il primo terzo non venga nemmeno marginalmente influenzato

Massimo ha detto...

No, Pin, obietto, eccome se obietto !
La presenza di una pena come quella capitale svolge anche una funzione deterrente, visto che un criminale "estemporaneo" (metti il coniuge che progetta l'omicidio del partner) mette in conto anche il tipo di punizione che potrebbe scontare, nel soppesare i pro e i contro.

pin ha detto...

non mi pare affatto che negli USA, così come ovunque viga la pena di morte, si possa constatare una percentuale più bassa di crimini efferati che altrove.

Massimo ha detto...

Pensa come starebbero peggio senza pena di morte ... :-D

pin ha detto...

vuoi forse dire che per una incredibile coincidenza esiste la pena di morte solamente in quegli stati che, in assenza del medesimo provvedimento, vedrebbero un numero di crimini efferati enormemente più alto della media? per fortuna che anche tu la prendi sul ridere, va...

Massimo ha detto...

Sono tutte ipotesi senza controprova. Tanto per chiacchierare si può anche dire che in un paese di mammoni come l'Italia, la pena di morte decimerebbe i crimini di chi, con troppa facilità li commette, perchè la paura avrebbe il sopravvento ...
Resta il fatto che la pena di morte è una pena legittima che assolve, sia pur con efficacia differente, ai tre requisiti che le sono richiesti. Cosa che altre tipologie di punizioni non fanno.

Fabio ha detto...

Sull'efficacia deterrente della pena di morte ho i miei dubbi. Ci sono stati diversi studi che però non hanno raggiunto conclusioni chiare ed ineccepibili.

D'altra parte è probabilmente vero che condanne a morte eseguite parecchi anni dopo la sentenza perdono gran parte del valore deterrente.

pin,
dire "non mi pare" è un po' poco. I dati di criminalità per molti paesi si possono facilmente trovare su internet.

Tommaso Moro ha detto...

Sono contrario alla pena capitale perchè, tranne in caso di effettiva legittima difesa, non riconosco a nessuno e per nessun altro motivo il diritto di porre fine ad una vita. In particolar modo quando il criminale è in galera e non può più nuocere. Quello che mi sconcerta è che questi pruriti garantisti vengano a chi considera un diritto intoccabile decidere di far fuori un figlio nel grembo materno solo perchè si sa già che sarà malato o perchè andrà a incasinare la vita della madre. La nostra società è quella che ti denuncia se non vuoi un handicappato nel tuo locale, però la madre, mica un pinco pallino qualsiasi, che non se lo vuole vedere girare per casa ha diritto, per legge, ad ammazzarlo prima che nasca! Che cavolo di moralismo!

Massimo ha detto...

Fabio ha detto una sacrosanta verità: i risultati degli studi sono contrastanti, quindi la risposta è nella convinzione personale.
Tommaso Moro (che di pena di morte se ne intende ;-) spiega il motivo, legittimo, della sua contrarietà alla punizione capitale.
Mi limito a ribadire quanto ho già espresso ripetutamente nei commenti, che al termine di un giusto processo e con un sistema democratico, la pena di morte acquisisce dignità di pena che concilia i tre capisaldi necessari ad un pordinato svolgimento della vita sociale. E', in sostanza, legittima difesa da parte della società e non vendetta o gratuito por fine alla vita di qualcuno.

pin ha detto...

fabio, puoi tranquillamente sostituire nella mia frase "non mi pare che" con "è evidente che" senza che ciò infici in alcun modo la validità della mia affermazione. Proprio come dici tu non si tratta di "ipotesi senza controprova" ma di dati facilmente reperibili e decisamente significativi.

massimo, non si tratta di legittima difesa. L'art. 2 della Convenzione dei diritti dell'uomo consente l'omicidio soltanto di fronte a un pericolo concreto per la vita e la libertà delle persone. Pericolo che non si manifesta se un soggetto, per quanto pericoloso, è opportunamente carcerato e reso inoffensivo con modalità differenti dalla sua uccisione. Inoltre, il codice penale prevede che debba sussistere un pericolo attuale, non bastante la probabilità di un eventuale accadimento, potendo il soggetto leso invocare nell'ultimo caso l'intervento dello Stato.

Bruno ha detto...

http://www.cremonapalloza.org/forum/index.php/topic,2568.msg84024.html

Siamo stati tirati in ballo...

Massimo ha detto...

Pin. Il tuo "se" ed il tuo "opportunamente" fanno la differenza tra la teoria e la pratica.
Quei criminali non restano in carcere, questa è la realtà. Per cui è legittima difesa perchè si tratta di difendersi da un pericolo concreto per la nostra vita e libertà.

Bruno, bella notizia ! :-)))
A parte l'errore in cui il segnalatore è incorso (questo blog non è "contro l'abolizione della pena di morte", ma per la sua introduzione là dove non c'è. La differenza non gli piacerà, ma non l'ha neppure colta), io mi sento in ottima compagnia e il fatto che siano motivati a "denunciarci" per "tenerci sotto controllo democratico", vuol dire che la nostra azione di divulgazione una sua efficacia ce l'ha.
Continuiamo così che va bene :-)

pin ha detto...

di conseguenza sarai certamente d'accordo con me nel dire che sarebbe sufficiente ovviare a questa lacuna applicando (effettivamente) pene detentive più severe, per far valere il proprio diritto alla legittima difesa senza la necessità di ricorrere alla pena di morte. mi pare che oltre alla prima, anche la terza finalità stia vacillando. che resti come unica giustificazione alla pena di morte la sola vendetta a scopo punitivo?

Fabio ha detto...

Quel "controllo democratico" mi suona molto come tirannide della maggioranza a dire il vero.

Poi io nemmeno mi riconosco nella convenzione dei diritti dell'uomo...

Massimo ha detto...

Fabio: loro volendo tenere tutto sotto controllo, perdono il senso della prospettiva ;-)

Pin. Quel che non finirà mai di stupirmi negli abolizinisti è la loro impermeabilità alla realtà.
Fabio scrive che gli studi sugli effetti deterrenti dell'applicazione della pena di morte "non hanno raggiunto conclusioni chiare ed ineccepibili".
Tu gli dai ragione parlando di dati "decisamente significativi".
Io ti faccio notare che la realtà è diversa dalle ipotesi che metterebbero in gabbia i criminali, e tu rispondi come se fosse realtà.
I tre pilastri della pena di morte sono realtà.
Quel che i nipotini di amnesty propongono è tutto ciò che genera insicurezza nei cittadini.
E la sicurezza è un pbene primario che lo stato deve garantire, anche con la pena di morte nei confronti dei delinquenti più pericolosi.