Un blog per la certezza della pena, per una pena proporzionale al crimine, ivi inclusa, per gli eventi più feroci, la pena di morte, pena legittimamente comminata da uno Stato civile, a difesa dei cittadini onesti. Perchè lo Stato deve stare dalla parte di Abele.

 
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01 settembre 2007

Texas: due esecuzioni su tre condanne

In Texas sono state eseguite nella settimana che si chiude, due esecuzioni, una terza, prevista per venerdì mattina, è stata commutata in ergastolo.
Come abitudine non entro nel merito delle vicende che hanno portato alla condanna alla pena capitale, perchè esprimere un giudizio significherebbe leggersi gli atti processuali, cosa che è impossibile da fare per ogni condanna, ma soprattutto ritenendo che negli Stati Uniti le garanzie processuali e le possibilità di promuovere ricorsi e revisioni, siano tali da aver fiducia nel fatto che ad essere condannato sia un criminale e non un innocente totalmente estraneo ad abitudini delinquenziali.
E’ invece da sottolineare come il Texas stia procedendo nelle esecuzioni, riducendo i tempi dalla condanna alla applicazione della stessa, con ciò aumentando anche l'effetto deterrente della pena.
Più vicina ai fatti per i quali viene comminata è l’esecuzione, più fresco è il ricordo dell’efferatezza commessa, più efficace è infatti il messaggio ai criminali.
Fattore deterrenza che, ricordo, è solo uno dei tre pilastri che rendono la pena di morte, applicata da uno stato democratico al termine di un regolare processo assistititi da tutte le garanzie di difesa, legittimo ed efficace strumento di giustizia.
E’ interessante inoltre notare come il Governatore del Texas, decida in base al criterio dell’interesse della sua comunità e non per condizionamento esterno: gli abolizionisti hanno gridato come sempre, anche in Italia si sono sprecati kilowatt per “accendere” il Colosseo, ma alla fine due esecuzioni sono state portate a termine.
Ed è da annotare come, a differenza degli abolizionisti per i quali il condannato a morte, comunque e qualunque delitto abbia commesso, deve essere graziato e, spesso, questo viene elevato ad “eroe (dimostrando che l’attricetta francese che ha come eroe italiano Curcio e le brigate rosse non è isolata nelle sue perverse fantasie) , nel Texas si valutino le circostanze e si arrivi ad una decisione non inficiata da ideologismi di sorta.
Non si può spiegare in altro modo, infatti, che per due casi sia stata respinta la grazia e per il terzo la pena sia stata commutata in ergastolo (che negli Stati Uniti viene – eccome ! – scontato).
Anche questa valutazione va incontro ad una specifica esigenza della cittadinanza, rendendo più forte il messaggio deterrente, ma anche quello punitivo e di garanzia per la sicurezza dei cittadini onesti.
Complimenti, quindi, al Governatore del Texas, al suo secondo mandato, il Repubblicano Rick Perry, scelto da George W. Bush come suo vice nel 1999 e succedutogli il 21 dicembre 2000, quando Bush vinse su Al Gore alle presidenziali, conquistando la Casa Bianca.

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9 commenti:

Andrea_teocon ha detto...

da cattolico, non posso che essere contrario alla pena di morte (anche se per certi fatti anche recentemente accaduti è difficile esserlo.
ma non posso fare a meno di chiedermi perchè associazioni come amnesty international e politici come i radicali continuino ad accanirsi con gli usa (texas in particolare) e ignorino giganti come la cina (solo lì avvengono il 98% delle esecuzioni nel mondo).

Stars&Stripesforever ha detto...

Più Texas, meno criminali. Da noi, invece, li lasciano liberi dopo qualche anno. In compenso minacciano la galera per chi cerca di salvare i frutti del proprio lavoro dalla voracità del fisco.

Massimo ha detto...

Andrea, credo che il fatto di essere un cattolico praticante non ti impedisca di essere a favore delal pena di morte se ne ricorrono gli estremi.
Nel post del 10 giugno scorso sulla sicurezza, ho risposto ad un commentatore, citando proprio Benedetto XVI.
Ti riporto la parte di interesse:
"Ma la sintesi migliori l'ho trovata in un saggio di chi, di morale, se ne intende forse più di chiunque altro: Joseph Ratzinger, allora non ancora Benedetto XVI, che nel commentare l'Evangelium Vitae scrive "l'uccisione diretta e volontaria di un essere umano innocente è sempre gravemente immorale". E mette l'accento sulle tre parole: diretta, volontaria, innocente. E scrive quindi "La proibizione dell'uccisione di cui parla il Decalogo presuppone quindi l'atto di volontà libero e l'orientamento diretto di quest'atto all'uccisione.Essa si riferisce all'essere umano innocente. ... La difesa contro l'ingiusto aggressore non è un'eccezione al comandamento, ma un atto di genere diverso nella sua essenza. L'ingiusto aggressore in realtà non è innocente; egli stesso disprezza e calpesta la sacra intangibilità dell'essere umano: il comandamento deve essere difeso contro di lui.".
Direi che rappresenti in modo chiaro la legittimità della pena di morte nei confronti di un colpevole che non abbia compiuto un omicidio per un raptus momentaneo, ma che abbia diretto la sua volontà premeditata contro un essere innocente.
".

Mi sembra molto chiaro :-)
E i cittadini onesti devono essere difesi, anche dala possibile reiterazione del crimine, che, peraltro, va punito in modo proporzionale alla sua efferatezza anche per svolgere una funzione deterrente.
I tre pilastri: deterrenza, punizione, protezione.

Massimo ha detto...

S&S. Da noi, una volta fuori, arrivano anche in parlamento, insegnano nelle università e scrivono nei giornali a grande diffusione ...

Anonimo ha detto...

O come consulente ben pagato del comune di Roma come la Baraldini che era stata condnnata in USA a 43 anni e per la quale ottennemmo l'estradizione dietro promessa solenne che avrebbe finito di scontare per intero la pena. La Baraldini in carcere in Italia c'è stata ben poco e ora ha ottenuto la piena libertà con l'indulto.

Lorenza.

Jetset (Master) ha detto...

La pena di morte, non finirò mai di dirlo, possiede anche un ulteriore risvolto positivo: impedisce ad eventuali complici e seguaci di rapire cittadini inermi al fine di avanzare richieste assurde di scarcerazione. Se ogni terrorista preso fosse giustiziato entro la settimana entrante non ci sarebbero bastardi assassini che chiederebbero la liberazione dei loro "compagni di lotta" minacciando di tagliar gole.

Vorrei però che fosse chiaro che io e Massimo NON, ripeto, NON ci riferiamo a reati di opinione, per quanto esse siano vicine o distanti dal nostro modo di pensare: vi sono due pene di morte diverse, una la combattiamo ed una invece la caldeggiamo. Ad esempio quella della Cina o dell'Iran, dove per aver parlato contro il potere o per adulterio si muore NON E' PENA DI MORTE MA ASSASSINIO BRUTALE e come tale va combattuto senza alcun indugio.

Quando però la propria libertà di azione dà luogo intenzionalmente a stragi o delitti efferati (specialmente sui deboli) allora la pena di morte è esemplare e necessaria.

Anonimo ha detto...

http://fromitalytoisrael.splinder.com/post/13643665

Lorenza.

Anonimo ha detto...

delirio.il vostro è delirio.....con tutto il rispetto.c'è da rabbrividire

federica

Massimo ha detto...

Il mondo è bello perchè è vario.
Cara Federica, per noi è delirante stare dalla parte di Caino ... :-D