Un blog per la certezza della pena, per una pena proporzionale al crimine, ivi inclusa, per gli eventi più feroci, la pena di morte, pena legittimamente comminata da uno Stato civile, a difesa dei cittadini onesti. Perchè lo Stato deve stare dalla parte di Abele.

 
Web blacknights1.blogspot.com
penadimorte.blogspot.com svulazen.blogspot.com

23 aprile 2007

Jennifer Zacconi, 20 anni

La storia è nota, anche se si tende a dimenticare e a non collegare il nome della vittima al fatto.
Jennifer Zacconi aveva 20 anni ed era al 9 mese di gravidanza.
E’ stata massacrata e sepolta, ancora viva.
Imputato è il padre del bambino.
Sposato, sembra che abbia massacrato e sepolta viva Jennifer (e il bambino che stava per nascere) perché si rifiutava di riconoscere il nascituro, temendo le conseguenze sul suo matrimonio.
Alcuni giorni fa c’è stata una udienza del processo.
Ha chiesto il patteggiamento.
Hanno deciso di sottoporlo a perizia psichiatrica.
Molto probabile che se la cavi con una parziale infermità, pochi anni di condanna e una veloce uscita dal carcere.
All’uscita dal tribunale l’imputato è stato aggredito dal padre e dalla sorella della vittima e solo grazie ai Carabinieri ha evitato il linciaggio.
La madre della vittima ha affermato che, durante l’udienza, l’imputato, nel momento della decisione di sottoporlo a visita psichiatrica e accettato il patteggiamento, l’avrebbe guardata coin un sorrisino, come a dire “vi ho fregato”.
Non so se sia reale o frutto del pensiero di una madre addolorata questa ultima parte.
E’ però vero tutto il resto.
Un omicidio brutale, aggravato dall’omicidio del bambino che Jennifer portava in grembo e dal fatto di aver sepolta, ancora viva, la vittima.
Provate ad immaginare gli ultimi momenti di vita di Jennifer, con la terra che le riempiva la bocca e il naso e, ferita e immobilizzata, non riuscire più a respirare.
E’ giusto che il suo assassino possa sperare, entro una decina di anni, di tornare in libertà, circolare nello stesso paese dove ha compiuto il delitto e, magari, ricorrere alla Polizia per difendersi da eventuali vendette ?
O non sarebbe più giusto che lo stato facesse giustizia vera, togliendo – e per sempre – dalla circolazione un simile criminale ?
Un commento di sabato parlava della pena di morte come di “vendetta di stato”.
Io ho replicato che lo stato non esercita vendetta, ma giustizia.
Perché la vendetta è un atto unilaterale che non ha contraddittorio, da cui non c’è difesa, mentre la pena di morte viene comminata dopo un processo nel quale ogni diritto di difesa è garantito all’imputato.
La vendetta rispunta però, quando lo stato non rende giustizia.

Entra ne

6 commenti:

Otimaster ha detto...

Mi spiace pensarlo, ma questa volta sono perfettamente daccordo con te.

Massimo ha detto...

Non ti devi dispiacere, perchè è semplice logica e bun senso: a chi piacerebbe vedere un simile assassino libero dopo pochi anni ?

Antonio ha detto...

Massimo

ti chiedi """...a chi piacerebbe vedere un simile assassino libero dopo pochi anni ?..."""
sei sicuro di non sapere la risposta??

un saluto
antonio

Massimo ha detto...

Beh, Antonio, direi che siano proprio quelli cui hai dedicato il tuo blog ... ;-)

Mithrandir ha detto...

Secondo me non è giusto uccidere nessuno, nemmeno quell'omicida.
Sarebbe giusto, però, fargli passare il resto della sua vita in carcere a svolgere i lavori forzati. Senza farlo più uscire.

Antonio ha detto...

Massimo

...esattamente......

un saluto
antonio