Un blog per la certezza della pena, per una pena proporzionale al crimine, ivi inclusa, per gli eventi più feroci, la pena di morte, pena legittimamente comminata da uno Stato civile, a difesa dei cittadini onesti. Perchè lo Stato deve stare dalla parte di Abele.

 
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10 gennaio 2007

Maestri di vita ?


Graecia capta feros victores coepit.
Così si disse quando i Romani allargarono il loro impero alla più colta Grecia.
Cosa potremmo dire di tutti i terroristi e assassini degli anni settanta/ottanta che oggi, pentiti (?) vengono onorati e chiamati ad assumere ruoli di prestigio o ad insegnare alle giovani generazioni ?
Feros percussores italica res publica coepit ?
Sì, perchè l’alluvione di sicari ed ideologi ex brigatisti, ex prima linea con cui la sinistra sta riempendo le istituzioni e la “cultura”, si è “arricchita” del negus neghesti delle BR: il fondatore e capo Renato Curcio.
Dopo soli 28 anni dalla sua cattura (e in questo momento non mi ricordo se fu in quella occasione che, nel tentativo di difenderlo fu abbattuta in un conflitto a fuoco con le Forze dell’Ordine la sua feroce compagna Mara Cagol) Renato Curcio dovrebbe domani tenere una conferenza all’Università di Lecce.
Baraldini, D’elia, Franceschini, Balzerani ed ora Curcio.
E l’elenco è solo parziale e redatto a memoria in base ai nomi che sul momento mi vengono in mente.
Che cosa mai potranno insegnare costoro ?
Forse come si può uccidere nel nome di una perversa ideologia e poi farla franca, anzi riuscire a farsi mantenere, con ogni agio ed onore, da quello stesso stato (minuscolo, visto com’è prono davanti a questa gente) che pensavano di distruggere.
Beh, potrebbe essere un’idea.
Vivo da nababbo con il denaro che rubo in sanguinose rapine (o che mi viene graziosamente elargito da qualche ricco editore con il pallino di giocare al Guevara e poi finisce sbrindellato sotto un pilone).
Lancio proclami pieni di parole e metto in piedi una banda armata (non devo neppure predisporre bilanci e pagarci le tasse).
Poi, se mi prendono, mi dichiaro prigioniero politico.
Un paio d’anni in isolamento e mi “pento”.
Un lavoro tranquillo nella biblioteca del carcere (ho sempre desiderato fare il libraio…).
Poi, quando per buona condotta, indulto, amnistia, "digiuni" pannelliani, invece dell’ergastolo il contatore dei miei anni di carcere rapidamente si azzera, un posto da docente associato (o forse dovrei dire "dissociato" se non pentito ?) è lì che mi aspetta.
E pensare che ad altri – e molto meno dannosi – “maestri di vita” è stata data la caccia, additandoli al pubblico ludibrio.
Meglio do Nascimento di Curcio !
Avete capito perché questo commento appare in questo blog ?

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