Un blog per la certezza della pena, per una pena proporzionale al crimine, ivi inclusa, per gli eventi più feroci, la pena di morte, pena legittimamente comminata da uno Stato civile, a difesa dei cittadini onesti. Perchè lo Stato deve stare dalla parte di Abele.

 
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03 gennaio 2007

Ma gli assassini rispetterebbero la moratoria ?


Prodi e D’alema, dopo essersi messi attorno ad un tavolo (speriamo non a tre gambe) hanno partorito l’iniziativa che dovrebbe caratterizzare la presenza italiana nei prossimi due anni, come membro non permanente nel consiglio di sicurezza dell’onu: una moratoria contro la pena di morte.
Ho aperto questo blog per dare raccogliere opinioni a favore della pena di morte che vengono sistematicamente oscurate dai mezzi di informazione tradizionali.
Sembra quasi che l’intellighenzia che vorrebbe plasmare la coscienza del popolo, abbia paura che, a far conoscere che esistono anche tesi a favore della pena di morte, i cittadini respingerebbero ogni buonismo artificioso che si preoccupa di Caino e se ne frega altamente di Abele, ligio al principio che “chi muore gice e chi vive si dà pace”.
Eppure possiamo constatare che ogni qualvolta viene commesso un delitto efferato, la coscienza pubblica si ribella.
E si torna a parlare di pena di morte.
Perché questo ?
Perché la pena capitale è sentita come il massimo della punizione che uno stato civile può comminare al colpevole di un brutale delitto.
Ma anche perché la repulsione che ispira quel particolare colpevole, è tale che la pena di morte è percepita anche come una garanzia che quel reo non possa più commettere lo stesso atroce crimine, magari colpendo noi stessi o uno dei nostri cari.
Vediamo invece che la politica giudiziaria dell’Italia non solo rifiuta anche solo l’ipotesi di ripristinare la pena di morte (molti anche non avendo alcuna fiducia nei confronti di chi dovrebbe comminarla), ma al contrario offende le vittime e i loro familiari concedendo permessi e libertà ai criminali, anche ai peggiori, e in taluni casi elevandoli al ruolo di legislatori essi stessi.
Molti, soprattutto chi si è macchiato di delitti negli anni di piombio, sono ora addirittura pagati dallo stato che, in questo modo, abdica al ruolo che gli è proprio di tutore e difensore della comunità, vanificando l’effetto personale e comunicativo di una pena severa e scontata per intero.
Inutile fare nomi: li conoscete tutti ed ogni elenco redatto a memoria sarebbe comunque incompleto.
La questione della pena di morte è tornata di attualità con l’esecuzione del criminale Saddam Hussein.
Domani, a quanto si legge nei lanci di agenzia, dovrebbero essere giustiziati altri due suoi complici.
Tutti e tre condannati dopo un regolare processo, con una difesa cui è stata concessa ogni opportunità e facoltà per svolgere il suo lavoro e, nel caso di Saddam già giustiziato, senza alcun oltraggio al cadavere, prontamente restituito alla sua tribù.
C’è chi si è scandalizzato.
E si scandalizzano gli eredi di coloro che assassinarono, senza processo, senza concedere alcuno spazio a tesi difensive, Benito Mussolini e persino l’incolpevole Claretta Petacci, oltraggiandone poi i cadaveri.
C’è poi chi ha iniziato il suo ennesimo “sciopero ad oltranza della fame e della sete” (sospeso - quello della sete - per due o tre giorni !!!!) che naturalmente terminerà apparendo in televisione più sano e in forze di prima.
Prodi e D’alema, evidentemente alla ricerca di un motivo per giustificare la loro presenza in consiglio di sicurezza dell’onu, hanno proposto la “moratoria”.
Bella parola: moratoria !
Cioè si sospenda la pena di morte in tutto il mondo per un determinato periodo di tempo.
Di solito la moratoria serve a far decantare una situazione quando non si riesce a trovare un accordo tra le parti.
E qui la controparte è composta da:
terroristi
assassini
stragisti
stupratori
sadici psicopatici
tiranni
.
Prodi e D’alema garantiscono che anche costoro rispetteranno una moratoria da tutti i loro nefandi crimini ?
Oppure è la solita storia per cui si chiede al buono, ad Abele, di non difendersi, lasciando al cattivo, a Caino, la possibilità di offendere ancora meglio ?

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5 commenti:

Anonimo ha detto...

Quello che dici appartiene alla logica ed al buon senso.
Ma come abbiamo visto alle elezioni non c'è logica nè buon senso in chi ha gli occhi ricoperti di abbondanti fette di .... mortadella !
Sì alla pena di morte per delitti feroci, a fronte di un giudizio che consenta la famosa par condicio alla difesa e "al di là di ogni ragionevole dubbio".

a.r. ha detto...

Ehm, l'idea della moratoria e' proprio quella di VERIFICARE, dopo un tot di anni, se l'assenza della pena di morte ha effetti sensibili sui tassi di criminalita'. Si sospende la pena di morte, si verificano le conseguenze e dopodiche' si decide se ripristinarla o abolirla del tutto. L'importante e' che nel frattempo la massima pena alternativa, cioe' il carcere a vita, sia davvero A VITA, ovvero SENZA SCONTI DI PENA.

Massimo ha detto...

Non v'è alcuna necessità di "verificare" quel che è già stato testato dove la pena di morte è stata inopinatamente abolita: i criminali non solo continuano ad uccidere, ma possono anche tornare in libertà e uccidere di nuovo (veggasi il caso Izzo).
L'iniziativa della sinistra è priva di qualsivoglia valore pratico per l'ordino pubblico nazionale e per l'eliminazione degli stati canaglia.

a.r. ha detto...

Hai appena confermato cio' che dico io. Se Izzo fosse stato tenuto in carcere, senza sconti di pena, non avrebbe mai potuto uccidere di nuovo. La sozione e' semplice semplice. Al contrario, se ammazzi per errore un innocente, non puoi tornare indietro. Se ancora non afferri il concetto, fai un fischio e te lo rispiego.

Massimo ha detto...

Ma Izzo non viene tenuto in carcere ed ha ucciso di nuovo.
Così coem non sono tenuti in carcere Sofri, Baraldini, Balzerani e tanti altri.
Da un carcere si può sempre uscire e uccidere.
Da una tomba escono solo per finzione cinematografica.