Un blog per la certezza della pena, per una pena proporzionale al crimine, ivi inclusa, per gli eventi più feroci, la pena di morte, pena legittimamente comminata da uno Stato civile, a difesa dei cittadini onesti. Perchè lo Stato deve stare dalla parte di Abele.

 
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07 gennaio 2007

Dov'è la Giustizia ?


Antonino Via, 23 anni, è stato assassinato venerdì sera a Trapani mentre cercava di difendere le poche centinaia di euro di incasso del negozio dove era commesso.
Sabato sera in Studio Aperto delle 18,30 è la notizia di prima pagina perché i cronisti inviati per il servizio, si sono trovati per le mani dichiarazioni di gente del Popolo che è ipocrita nascondere.
Chi ha visto il servizio ha sentito la gente esprimere il suo sdegno per simili episodi, ma anche per chi ha un concetto tutto particolare di Giustizia: chi intima di non toccare Caino e non pensa mai ad Abele.
E il nome che spuntava sulle labbra di quei nostri concittadini era quello di Pannella, il più assiduo sostenitore del perdonismo politically correct che, con indulto, amnistie e grazie, libera i delinquenti già assicurati alle patrie galere e che, non pago dei danni che provoca in Italia, si mette persino a disquisire sul diritto di stati sovrani a comminare una esemplare, giusta ed opportuna pena capitale contro un brutale assassino.
Il titolo del servizio di Studio Aperto recitava: - Ammazzato per rapina “Ci vuole la pena di morte - dove il virgolettato è per riportare le dichiarazioni del Popolo.
Se questo è il sentimento popolare – e lo è – allora dobbiamo dire che chi ci rappresenta, chi sforna articolasse contro la pena di morte e a favore di ogni genere di perdonismo è completamente avulso dalla realtà sociale della nazione.
E non è un episodio, isolato, particolarmente cruento, no.
E’ una reazione costante ad ogni evento luttuoso prodotto da criminali che, quando anche vengono messi sotto chiave, dopo qualche anno al massimo vengono liberati in qualche modo e per qualche “nobile” ragione.
I politicamente corretti appestano stampa, televisione e internet con le loro litanie a favore dell’indulto, dell’amnistia, della grazia per Tizio e Caio, contro la pena di morte, contro la possibilità dei cittadini onesti di girare armati e difendersi.
E se Antonino Via avesse avuto un’arma non avrebbe avuto una opportunità in più per difendere la sua vita e per contrastare i criminali ?
Così com’è ora la nostra legislazione, Caino ha tutte le garanzie (anche di impunità) e Abele tutti i rischi.
Dov’è la Giustizia ?

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1 commento:

Otimaster ha detto...

Fa compagnia alla pietà ... l'è morta.