Un blog per la certezza della pena, per una pena proporzionale al crimine, ivi inclusa, per gli eventi più feroci, la pena di morte, pena legittimamente comminata da uno Stato civile, a difesa dei cittadini onesti. Perchè lo Stato deve stare dalla parte di Abele.

 
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01 agosto 2006

Bella gente in libertà


L’Ansa delle 11,15 di oggi batte la notizia esaltante del primo detenuto che esce grazie all’indulto votato dalla sinistra e da Forza Italia:
Il primo detenuto scarcerato grazie all'applicazione dell'indulto e' un agricoltore, Anselmo Novello, di 60 anni, condannato per omicidio. Novello, il 12 maggio del 1987, a Casabona (Catanzaro), nel corso di una lite per motivi di pascolo, uccise una donna, Rosina Aprigliano, di 44 anni, e feri' gravemente il marito ed il figlio della donna. La Procura della Repubblica di Catanzaro ha precisato, successivamente, che Anselmo Novello era agli arresti domiciliari a Belvedere Spinello, il centro in provincia di Crotone in cui risiede. Novello, dunque, non era detenuto nel carcere di Rebibbia, come riferito in un primo tempo dalla stessa Procura di Catanzaro. Il provvedimento emesso dal procuratore Lombardi è stato già notificato all'interessato tramite i carabinieri del Comando provinciale di Crotone.
Con questa la ridda di notizie contrastanti, noi cittadini onesti non possiamo fare altro che registrare tre dati:
1) una procura della repubblica non sa neppure se e dove sia detenuto un assassino;
2) un assassino (per “motivi di pascolo” !!!) era già sostanzialmente libero, agli arresti domiciliari;
3) adesso quello stesso assassino è totalmente libero.

Tutto questo l’indomani della richiesta di aiuto di una madre disperata che chiedeva allo stato di proteggerla contro il figlio drogato che, sempre grazie al provvedimento di recente votato con la sola opposizione di Lega, Alleanza Nazionale e Italia dei Valori, sarebbe uscito di galera, libero di tormentare di nuovo sua madre e il prossimo.
Mastella, clemente come al solito, ha assicurato alla signora preoccupata dalla libertà di suo figlio, che lo stato non l’avrebbe lasciata sola.
Ci domandiamo se il ministro (sic !) della Giustizia, anzi, della giustizia, potrà assumere lo stesso impegno nei confronti di tutti i parenti dei 13000 detenuti che anche con il suo contributo lasceranno il carcere anzitempo, prima di aver scontato per intero la loro pena, e a tutti i cittadini onesti ora messi in pericolo da una infornata di piccola criminalità messa tutta in un colpo sulle strade.
Sì, perchè se i giustizialisti ad un tanto al chilo hanno pensato solo ai Consorte, Fiorani, Ricucci (che non sono ancora stati condannati) tutta gente che, male che ci vada, ci espropria solo del denaro, si è sistematicamente trascurato il piccolo delinquente (rapinatore, scippatore, drogato) che, pur di scipparci del denaro, è disposto anche a ucciderci.
Mi pare che l'attenzione e l'allarme sociale per tutte queste liberazioni dal carcare sia ampiamente giustififcato.
Abbiamo già scritto che è ora di pensare all’autodifesa perché le Forze dell’Ordine non sono certo in grado di far fronte a tutte le necessità derivanti da una sicurezza piena dei cittadini onesti, a seguito dell’indulto e a seguito dell’ammissione di centinaia di migliaia di extracomunitari, con una pervicace volontà distruttiva che si accoppia alla sinistra ideologia di un massimalismo comunista che la fa da padrone nel governo nato per (colpo di) mano dei verbali degli scrutini elettorali pieni di ombre e sospetti anche per i voti delle circoscrizioni estere.
E’ anche ora di reclamare punizioni adeguate al crimine e scontate fino all’ultimo secondo dell’ultimo giorno.
E’ ora di pensare alla abolizione dell’istituto dell’indulto e dell’amnistia.

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1 commento:

atrex3 ha detto...

Perfettamente d'accordo.sul mio sito ho aperto una sezione sull'argomento intitolata scandalo all'italiana.se ti fa piacere puoi visitarla http://bolognaanticomunista.blogspot.com/2006/07/scandalo-allitaliana.html
ciao atrex3 www.bolognaanticomunista.blogspot.com