Un blog per la certezza della pena, per una pena proporzionale al crimine, ivi inclusa, per gli eventi più feroci, la pena di morte, pena legittimamente comminata da uno Stato civile, a difesa dei cittadini onesti. Perchè lo Stato deve stare dalla parte di Abele.

 
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14 luglio 2006

Ma quanto "vale" un nonno ?


Sonia Caleffi, l’infermiera 36enne di Lecco che ha confessato di aver “aiutato” a morire 5 persone (ma le morti sospette sono una ventina) è stata condannata a 20 anni di galera.
Pochi, inequivocabilmente pochi.
Soprattutto per le (confuse) motivazioni che sono state addotte e che sembrano essere articolate su un tentativo di attirare attenzione ed encomi per il lavoro svolto.
La mite condanna stupisce, ma fino ad un certo punto se si considera la recente giurisprudenza della magistratura italiana che libera “guerriglieri” e arresta chi ci difende dai terroristi.
Ma se approfondiamo ci accorgiamo che, tra buona condotta e riduzioni, la Caleffi tra 7 anni (poco più o addirittura poco meno) sarà libera (almeno in semilibertà), con una valutazione della vita di ognuno degli anziani sicuramente da questa assassinati, a poco più di un anno di reclusione.
Se si considera che per reati, tutti peraltro da verificare e da dibattere in un regolare procedimento in aula, di carattere esclusivamente finanziario, Giampiero Fiorani e Stefano Ricucci si sono fatti all’incirca 4 mesi di galera a testa (e ora sono agli arresti domiciliari), possiamo evidenziare quanta sperequazione ci sia con chi è stato accertato ha commesso ben 5 omicidi.
La domanda quindi sorge spontanea: ma si rendono conto che, così facendo, la già scarsa fiducia nella giustizia subisce ulteriori, pesanti, incrinature ?
Vi par possibile che per un reato finanziario si debba privare preventivamente uno della libertà per 4 mesi (oltre ai domiciliari), mentre ad un pluriomicida si faranno scontare poco più di 12 mesi (se va bene !) di galera per ogni vittima ?

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6 commenti:

Lo PseudoSauro ha detto...

Lo stesso Beccaria si rigirerebbe nella tomba, anche se la pena di morte non gli sconfifferava molto.

marshall ha detto...

Il senso di sfiducia nella giustizia italiana aumenta sempre di più.
Si ha quasi l'impressione di ammirare un castello di sabbia. Sta in piedi finchè la sabbia è umida, ma appena un po di sole dissolve l'umidità esso comincia spontaneamente a sbriciolarsi.

Simonini ha detto...

purtroppo son d'accordo

Ares ha detto...

Esatto: non c'è proporzione. Ma se questa Caleffi uscirà fra pochi anni, cosa potrà fare a poco più di 40 anni di età ? Non vorrei che, con la scarsità di personale infermieristico e con il suo diploma, possa tornare a fare l'infermiera "tanto è guarita".

Anonimo ha detto...

RAGAZZI, VOI FIGA PROPRIO POCA, MI SA.... SFIGATI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Monsoreau ha detto...

Certo che uno che si occupa, alle 23,05, di lasciare messaggi così profondi, ne deve avere a disposizione in quantità industriali ... :-D