Un blog per la certezza della pena, per una pena proporzionale al crimine, ivi inclusa, per gli eventi più feroci, la pena di morte, pena legittimamente comminata da uno Stato civile, a difesa dei cittadini onesti. Perchè lo Stato deve stare dalla parte di Abele.

 
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17 giugno 2006

Bestie di Satana e bestialità giudiziarie

Mentre va in onda e ottiene le prime pagine un nuovo episodio della telenovelamanette da avanspettacolo” con l’arresto di S.A.R. il Principe Vittorio Emanuele di Savoia, operato per ordine di un magistrato potentino noto per le sue inchieste da telecamera, passa in secondo piano una indegna sentenza di mite condanna ai componenti delle cosiddette “bestie di Satana”.
Responsabili di un numero ancora imprecisato di omicidi (si è aperta una nuova inchiesta su un altro ragazzo scomparso dieci anni fa) e con metodologie brutali, queste bestie (tali per loro stessa definizione) per anni hanno continuato nelle loro indegne azioni che non solo portavano all’omicidio, ma anche all’occultamento dei cadaveri delle loro vittime.
Hanno taciuto finchè non sono stati scoperti e, dopo una condanna in primo grado tutto sommato lieve, grazie al ricorso al rito abbreviato (che dal 1999 non è più soggetto al consenso di p.m. e giudice) sono riusciti a conquistare in appello condanne ridicole, fino ad un massimo di soli 20 anni per la bestia individuata come principale responsabile del gruppo.
Soli 20 anni al capo delle bestie e appena 12 anni e 8 mesi al suo scudiero.
Questo significa che entro una decina di anni saranno entrambi liberi.
Non esiste proporzione con chi viene imputato e condannato per reati che hanno una valenza sociale e morale di gran lunga inferiori, come la corruzione, ad esempio, e questo perché manca nel nostro ordinamento la massima sanzione, quella che, con la condanna, elimina definitivamente un elemento feroce e colpevole di delitti, ripetuti e spregevoli, contro la vita umana.
Quante volte abbiamo letto di condanne alla pena di morte negli Stati Uniti per chi si è reso colpevole di stragi seriali ?
Ebbene le bestie “nostrane” sono equiparabili a tali criminali, ma il nostro ordinamento consentirà loro di uscire liberi tra una decina di anni (poco più, poco meno) con ancora una intera vita davanti.
E’ un uccidere per la seconda volta le vittime che ormai non possono difendersi e, rito abbreviato o meno, non potranno mai più camminare in un prato, guardare una partita di calcio, amare.
E’ un nuovo, grande dolore inflitto alle famiglie delle vittime.
E’ un nuovo pericolo per l’intera comunità che fra qualche anno avrà di nuovo liberi quei criminali.
E’ il risultato del delirio buonista e suicida di chi pensa prima a Caino ed è indifferente alla sorte di Abele.
E' un altro caso di pessima amministrazione della giustizia.

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9 commenti:

Stars&Stripesforever ha detto...

Vittorio Emauele a marcire in galera, Previti a marcire in galera.
Sofri, Bompressi e in prospettiva le bestie di Satana liberi come fringuelli !
Che bella società !

apof ha detto...

x stars & strips
E' l'Italia di oggi, bellezza, se non ti piace puoi sempre andartene in esilio...

Stars&Stripesforever ha detto...

Come dimostra la vicenda irachena, è la sinistra che scappa davanti alle responsabilità.
Noi di destra restiamo e ci battiamo per elevare questa nostra Italia che sprofonda nel guano.

Simonini ha detto...

oi ma avete la fissa della sinistra dappertutto.. O_o

Monsoreau ha detto...

Non vedo dove sia questa "fissa"

apof ha detto...

"Noi di destra ci battiamo"
E come, di grazia?
mi sembra che dal 2001 ad oggi avete perso TUTTE le competizioni elettorali, come riuscirete a cambiarla questa società? Continuando a perdere?

Monsoreau ha detto...

I Romani persero tutte le battaglie contro Annibale.
Poi vinsero la guerra e 60 anni dopo rasero al suolo Cartagine, spargendo sale dove una volta sorgeva quella arrogante città.

sew ha detto...

Paul Poupard, il cardinale francese al quale papa Ratzinger ha affidato il compito di guidare il consiglio pontificio per il dialogo inter-religioso. «Il catechismo della Chiesa cattolica, la Chiesa e il papa ribadiscono che ogni persona è creatura di Dio e che nessuno può ritenersi padrone della vita e della morte altrui, al di fuori del Creatore». Anche se la persona sotto accusa si chiama Saddam Hussein - «le cui vicende giudiziarie sono state studiate dal Vaticano» - per la Santa Sede «la vita rimane un dono prezioso, un principio universale da custodire sempre». E conclude: «Anche se si dimostrasse che Saddam è Caino, non giustiziatelo».

Monsoreau ha detto...

La Chiesa ha una funzione spirituale e, in quanto tale, predica, da sempre, il perdono.
Quando aveva anche responsabilità di governo materiale, ha ugualmente utilizzato lo strumento della pena di morte.
Ed è quel che dovrebbero fare gli stati: tutelare i cittadini onesti, che si trovano esposti, nel confondere lo spirituale con il materiale, alla reiterazione di un reato, come tanti casi, illustrati anche in questo blog, hanno purtroppo dimostrato.