Un blog per la certezza della pena, per una pena proporzionale al crimine, ivi inclusa, per gli eventi più feroci, la pena di morte, pena legittimamente comminata da uno Stato civile, a difesa dei cittadini onesti. Perchè lo Stato deve stare dalla parte di Abele.

 
Web blacknights1.blogspot.com
penadimorte.blogspot.com svulazen.blogspot.com

02 aprile 2006

Pena di morte per gli assassini di Tommaso

Kidnapping: fino a 24 ore fa l’Italia intera sperava si trattasse di un rapimento che sarebbe andato a buon fine, con la liberazione del piccolo ostaggio.
Ieri sera, invece, la notizia della confessione dei rapitori e assassini.
Lo avevano rapito sperando in un sequestro lampo, con riscatto immediato e lo hanno assassinato subito, perché piangeva, a colpi di pala.
Non si può descrivere l’efferatezza di una simile azione nei confronti di un bambino di 17 mesi.
Il rapimento è, di per se, uno dei delitti più feroci e profondamente turbativo della convivenza civile.
A maggior ragione se chi subisce il rapimento è un bambino e di appena 17 mesi che viene trucidato a colpi di pala perché, come tanti, tutti, i bambini di 17 mesi piange se strappato agli affetti dei genitori..
Non ci sono giustificazioni per i rapitori, né per chi esegue, né per chi ordina e organizza tale delitto.
Non ci possono essere attenuanti, non ci possono essere motivazioni valide o comprensibili: non ci può essere comprensione per chi organizza ed esegue un rapimento, tanto più se si conclude con l’omicidio a colpi di pala..
Per un rapitore devono essere soppressi tutti gli istituti del diritto penitenziario che concedano permessi o sconti di pene.
La punizione deve essere tale da dissuadere, con la sua stessa severità, chiunque altro dal tentare simili delitti.
Se il rapimento si conclude con la morte del rapito, la pena buona e giusta è la pena capitale.
Interroghiamoci, riflettiamo sui nostri sentimenti, che non potranno che dirci: gli assassini di Tommaso non meritano altro che la pena di morte.


@


Entra ne

44 commenti:

Anonimo ha detto...

Un epilogo triste, pe runa vicenda che ha fatto male a tante persone.
La pena di morte forse è troppo lieve per quei bastardi.
Anto

bost ha detto...

La pena di morte non va applicata mai!
Nemmeno quando tutti gli istinti ci spingono in quella direzione.
Questo distingue la civiltà dall'inciviltà.

Monsoreau ha detto...

L'inciviltà di lasciare che fra una manciata di anni quei criminali tornino liberi ...

Anonimo ha detto...

ti informo che c'è una cosa che si chiama ergastolo

Fabio ha detto...

E Monsoreau ha giá scritto innumerevoli volte che purtroppo l'incertezza della pena e l'imperante supina clemenza rendono l'ergastolo ben poco efficace.

Io non sono un grande sostenitore della pena di morte, ma c'é un fatto incontrovertibile da considerare: i morti non delinquono.

Anonimo ha detto...

ma scusami se questo è il problema basta assicurarsi di una maggiore certezza dell'ergastolo nei determinati casi che prevede la legge. se è un problema di applicazione questo si cerca di risolvere il problema dell'applicazione. che senso ha prevedere una pena maggiore? O_o

Anonimo ha detto...

riscrivo perchè ho fatto mille errori. scusate :P
ù
riassumo brevemente:

se il problema è l'applicazione della legge, va rivista l'applicazione della legge

non vedo il senso di istituire una nuova pena

Jetset (Defendit Numerus) ha detto...

Balle, caro Anonimo.

Chi ti dice che sia incivile uccidere gli assassini ? Chi ti dà il diritto di far vivere certe bestie dopo che essi hanno levato il diritto di vivere ad altra gente ?

E perché, inoltre, dovrei pagare le tasse per mantenere la spazzatura a marcire in galera ? Io non voglio pagare un cent per salvare il sedere a quei quattro bastardi. Io li voglio veder soffrire e ghignare quando implorano, anzi, ti dirò, mi autotasserei volentieri per acquistare il badile che darà il colpo di grazia a quei porci.

La verità è che dovevano mettere al muro l'assassino già quando stuprò quella ragazzina di 16 anni.

Se la difficoltà è quella di trovare un boia, eccomi pronto senza rimorsi, senza pietà e senza alcuno scrupolo. La mia mano non tremerebbe, nei miei occhi nemmeno una lacrima e nessun dubbio mi assalirebbe; di notte dormirei benissimo, senza alcun senso di colpa ed anzi, di quell'esecuzione ne farei volentieri un filmino da rivedere quando sono triste.

W LA PENA DI MORTE, LA PIU' SAGGIA, GIUSTA E RAPIDA FORMA DI GIUSTIZIA !

Bravissimo Mons, sono con te !!!

Monsoreau ha detto...

Come ha scritto Fabio: i morti non delinquono.
Come ha scritto Jetset quell'individuo avrebbe dovuto essere punito dopo lo stupro alla ragazza di 16 anni.
L'impunità gli ha permesso di delinquere in modo ancor più devastante.
E c'è sempre un magistrato "progressista" che, ideologicamente contrario all'ergastolo, mette fine al carcare a vita.
C'è sempre una qualche associazione che vorrebbe l'amnistia, la grazia, l'abolizione dell'ergastolo.
C'è sempre qualcuno che non vuole toccare Caino e se ne frega di Abele.
Io no.

Anonimo ha detto...

la pena di morte è inciviltà in quanto è compiere lo stesso reato nei confronti dell'omicida. è essere pari all'omicida. è morte con la morta. è la legge del taglione modello sharia. soprattutto è inutile: gli stati uniti sono il paese con il più alto tasso di omicidi. la pena di morte non ha mai risolto i problemi. gli omicidi sono continuati. la pena di morte è stupida non restituisce la vita alla vittima.

inoltre è pericolosa; non è unico, il caso in cui la pena di morte è risultata essere comminata alla persona sbagliata. una persona in ergastolo può sempre essere liberata per un errore di indagine. una persona morta è difficile resciuscitarla.

Monsoreau ha detto...

Inciviltà è considerare una pena giusta e proporzionata come la pena di morta contro assassini efferati, allo stesso livello dell'omicidio.
Asserire una simile corbelleria significa aver perso il senso della giustizia e del diritto che appartiene allo stato, nel suo esercizio e nelle pene che commina.
Le statistiche si tirano verso la conclusione che si vuole dimostrare.
L'unico dato certo è che un delinquente morto non uccide più.
L'errore: qualche dubbio su Izzo, sui terroristi rossi e sui rapitori di Tommaso ?

Anonimo ha detto...

se fai confronto tra un omicida e un pluriomicida sono certo che c'è una differenza nel nostro ordinamento per chi compie un singolo omicidio contro chi ne compie molteplici. sono d'accordo che la macchina della giustizia sia migliorabile (come tutte le cose) ma ribadisco che rischiate di mescolare problemi di funzionalità del sistema con problemi di principio.

Stars&Stripesforever ha detto...

Tutto è migliorabile.
Ridurre a problemi di funzoinalità del sistema l'istinto criminoso di alcuni, significa sottostimare il problema e rinunciare a difendere la società e proteggerne la parte sana.
Estirpare il male: soluzione definitiva e chirurgica.

Anonimo ha detto...

ma come mai nei paesi in cui c'è la pena di morte questa cura non ha funzionato?

Anonimo ha detto...

e cmq anche l'ergastolo, la morte civile mi pare una pena efficace.

Monsoreau ha detto...

Ma chi lha detto che non funziona ?
Perchè continuano ad esserci crimini ?
Ma lo scopo principale della pena di morte non è la deterrenza (che peraltro c'è molto più di qualsiasi pena in cui il reo coltiva la speranza di tornare libero), ma nella punizione corrispondente all'allarme sociale creato e al crimine commesso e, soprattutto, nella eliminazione, ora e per sempre, di un pericoloso criminale che, come è già stato ricordato, trova sempre qualche "anima pia" disposto a credere nel suo "recupero" e a fare le battaglie per l'amnistia, la grazia, l'abolizione dell'ergastolo.
E a proposito di ergastolo: quanti scontano realmente l'ergastolo ?
Ormai nessuno.
Ribadisco il fatto che tra tanti "nessuno tocchi Caino", io sostengo la necessità di difendere Abele e la pena di morte, eliminando ogni possibilità che l'assassino reiteri il suo crimine, funziona, eccome !

Anonimo ha detto...

ma dove funziona? da beccaria a oggi si è dimostrato ampiamente che l'applicazione della pena di morte non risolve il problema degli omicidi: negli stati uniti per numero di abitanti c'è un numero di omicidi più alto rispetto a tutta europa. non mi dirai mica che funziona la pena di morte?

io non so se voi vi considerate cattolici (ho visto che avete scritto contro l'aborto) ma se lo siete penso non ci possano essere dubbi sul fatto che la vita è sacra perchè dono di dio. tant'è che esiste il divieto di suicidio. e allora come potete leggittimare la pena di morte?

a mio modo di vedere come ho letto poco tempo fa la vera giustizia consiste nell' impedire i delitti e non nell'infliggere la morte.

ed il problema dell'errore rimane!!!
negli stati uniti 23 persone erano innocenti e questa innocenza è stata riconosciuta solo dopo che la loro vita era scomparsa per sempre. un orribile crimine di stato, uno stato assasino.. questo volete? io spero di no.

Anonimo ha detto...

guardatevi questo articolo del new york times: http://www.janda.org/c10/statisticsnews/NoDeathPenalty.htm

gli stati americani dove non c'è la pena di morte hanno un tasso di omicidi pari o inferiore a quelli degli stati dove si applica la pena di morte...

come poter pensare che la pena di morte sia un valido deterrente?

Monsoreau ha detto...

Le statistiche sono fatte apposta per poter suffragare le tesi che si vogliono sostenere.
Ad un link relativo ad un sito contrario alla pena di morte ve ne sono altrettanti che dimostrano il contrario.
Qui si deve fare una valutazione del rischio.
Persone come Izzo e (se colpevole) l'indagato dell'omicidio di Tommaso sono pericolose, ora e nel futuro.
E lo hanno dimostrato.
La pena di morte ha l'esatta funzione di eliminare il rischio rappresentato da quegli specifici criminali.
Quindi ha una funzione punitiva e deterrente.
E nessuno potrà mai in coscienza asserire che il timore di essere giustiziato sia inferiore a quello di passare qualche anno in carcere.
Tu sostieni 23 errori: in quanti anni ?
Ritengo sia in un lasso di tempo talmente lungo da portare ad una media bassissima, inferiore a quelle di qualsiasi altra casistica.
E poi chi erano quelle persone ?
Magari non erano colpevoli di quello specifico crimine per cui sono state condannate, ma chissà che non siano stati catturati e condannati proprio perchè i loro precedenti criminosi rendeva plausibile la loro colpevolezza.
Bisognerebbe studiarsi uno per uno tutti i 23 profili e processi per poter giudicare.
Allo stato il tempo intercorrente tra processo, condanna e pena è tale che offre amplissime garanzie.
Aborto. L'aborto è soppressione di un innocente. Assolutamente non comparabile con il giustiziare un criminale.

Anonimo ha detto...

penso che le statistiche del newyork times siano abbastanza attendibili anche perchè parlano di numeri precisi (sembre che non si voglia sostenere la storia dell'ubriaco tipo prodi)

io ricordo sacco e vanzetti come errore clamoroso, assolutamentte innocenti, unica colpa l'essere italiani.

è vero che si parla di molto tempo fa.

altri errori recenti sono sicuro che ci siano e che siano altrettanto clamorosi magari frutto di pregiudizio sulla gente di colore. però devo amettere di non essere informato al momento con precisione.

aborto e pena di morte sono entrambi omicidi di inermi.

se la gente rimane in cella non è pericolosa per nessuno.

Anonimo ha detto...

e cmq c'è l'elemento che uno stato violento giustifica in qualche modo maggiormente la violenza tra i consociati. secondo me non è del tutto una minchiata.

e cmq la pena di morte è chiaro ed evidente che non risolve il problema degli omicidi. anche al di là delle statistiche. in tutti i paesi anche con omicidi e torture varie gli omicidi rimangono

Monsoreau ha detto...

Sono, appunto, casi, sporadici, accaduti e spalmati nell'arco di decine di anni, quindi assolutamente insignificanti.Proprio Sacco e Vanzetti dimostrano come, quand'anche innocenti (forse) del reato ascritto, si tratti comunque di persone che da anarchici hanno avuto responsabilità gravi nella turbativa dell'ordine sociale, con manifeste collusioni con ambienti propugnatori di violenza (tipica degli anarchici come, più o meno nello stesso periodo, abbiamo avuto prova in Italia conl'assassinio del Re Umberto I).
Un innocente, cittadino onesto che produce e lavora, non viene condannato a morte.
Le statistiche, non solo quelle NYT vengono prodotte utilizzando una parte dei dati disponibili: quelli che tornano utili.
Ad esempio con il periodo preso in esame.
Cambiano se tu prendi un decennio (ad esempio 1981-1990) o un altro (1961-1970) sempre di decennio si tratta, ma cambiano e poi ci sono le variabili.
Ad esempio un picco di criminalità nel 1978 che segue un livello basso ad esempio nel 1976. Allora il decennio in esame inizia nel 1977 ...
La pena di morte non risolve il problema degli omicidi, d'accordo, ma elimina uno dei portatori di morte.
Lo stato non è violento se commina una pena sulla base di un regolare processo (in precedenza ho anche parlato di garanzie e di certezza nei sistemi di democrazia occidentale, ben diverso a Cuba, Cina o nei paesi musulmani).
Infine l'aborto.
Il feto che viene soppresso non ha ucciso nessuno.
Il criminale che viene giustiziato, sì.
Il primo è innocente e inerme.
Il secondo colpevole e meritevole di essere punito in rapporto alla efferatezza del crimine e alla sua pericolosità sociale.

Anonimo ha detto...

inermi sono sia il feto che il criminale nel momento dell'esecuzione.

devo amettere che personalmente la morte fisica mi fa più paura della morte civile ma posso anche immaginare che una persona normale non uccide ne
se c'è l'ergastolo ne se c'è la pena di morte.. immagino che chi uccida un innoncente proprio normale non sia.. ma pur sempre una persona rimane. e non penso stia a noi togliergli la vita. lo possiamo confinare in quanto pericoloso per i consociati... ma togliergli la vita mi sembra non utile al fine.

se la pena di morte non risolve il problema degli omicidi, non fa diminuire il numero di omicidi e se ci possono essere errori perchè non utilizzare l'ergastolo?

stesso risultato con meno rischi.

Anonimo ha detto...

volevo ringraziarvi per i toni cortesi fino ad ora mantenuti ;-)

Monsoreau ha detto...

I toni cortesi sono frutto della reciprocità :-)

Vedi, tu continui a guardare la pena sotto il profilo della deterrenza, io antepongo quello della sicurezza (un criminale morto non delinque più) e della punizione.
Un delitto che suscita orrore sociale merita una pena proporzionata e la pena di morta, comminata al termine di un rigoroso processo di garanzia come si ha nelle democrazie occidentali, è giusta e legittima per tale scopo.
Ed è sicuramente più deterrente di un ergastolo che, purtroppo, tanti vorrebbero abolire e sono gli stessi che ad ogni piè sospinto chiedono amnistie e grazia.
I terroristi rossi sono tutti in libertà o semilibertà.
Izzo era libero.
Sofri è stato condannato a soli 22 anni e ogni tre per due propongono la grazia per lui (ed ora è persino libero con pena sospesa per ragioni di salute !).
L'ergastolo è nulla.
Una condanna all'ergastolo non sarà mai effettiva.
E, poi, all'ergastolo bisognerebbe coniugare l'obbligo di lavori pesanti perchè il criminale si guadagni vitto e alloggio: perchè dovremmo pagarglieli noi ? Ma questo andrebbe riferito a tutti i carcerati con condanna definitiva passata in giudicato.
Dire "ergastolo", significa dire: fra qualche anno libero, appena passata l'emozione per il suo crimine.
Dire "pena di morte", significa estirpare deifinitivamente un criminale, per la sicurezza di tutti.

Anonimo ha detto...

Vedi, tu continui a guardare la pena sotto il profilo della deterrenza, io antepongo quello della sicurezza (un criminale morto non delinque più) e della punizione.

non bisognerebbe guardare entrambi i profili? il profilo della punizione però ho difficoltà a percepirlo, nel senso che la punizione se uccide la persona cosa insegna alla persona in questione? mentre quello della sicurezza in una corretta applicazione dell'ergastolo è considerato già nel mio rifiuto alla pena di morte.

Un delitto che suscita orrore sociale merita una pena proporzionata e la pena di morta,

orrore sociale? che spesso è costruito dal potere ideologico-mediatico? preferisco evitare di giudicare in base all'orrore sociale che si solleva solo quando si ha voglia che si sollevi.

L'ergastolo è nulla.
Una condanna all'ergastolo non sarà mai effettiva.


però questo rimane cmq un problema di applicazione. se ci assicuriamo che l'ergastolo sia effettivamente scontato potrebbe essere utile?

uccidere una persona inerme a me continua a sembrare una cosa crudele. e se lui è stato crudele non voglio essere come lui, se è pericoloso per la società che stia dentro ma alla fine è un essere umano anche lui, non posso privarlo del diritto di vivere, proprio perchè io mi distinguo da lui in questo.

Monsoreau ha detto...

Un criminale non è una "persona inerme", è un criminale che ha commesso un delitto.
L'orrore sociale è caratterizzato dalla percezione comune dell'orrore e quel che oggi lo è, domani potrebbe non esserlo.
Ciò non toglie che la pena è per l'oggi e la punizione non deve correggere (nonostante tutti i bla bla dei sociologi e dei criminologi buonisti) ma punire e basta.
I profili sono tre:
deterrenza: e la pena di morte lo è più dell'ergastolo;
punizione che deve essere proporzionata al crimine;
sicurezza che deve tranquillizzare i cittadini che quello specifico criminale non avrà più la possibilità di reiterare il crimine.

Anonimo ha detto...

no no quando lo uccidi è una persona inerme! dai.. questo mi pare evidente..

sull'orrore sociale ribadisco quando detto prima: è troppo volubile, soggetto a variabili non controllabili. tu stesso dici che la gente si scandalizza moltissimo per questa morte ma non per chi muore abortito. e il tuo è solo uno dei mille esempi che si possono fare. penso che tu sia disposto ad amettere questo.

che la deterrenza sia più efficace vale per me e per te ma non penso per chi è disposto a uccidere.

sulla sicurezza l'ergastolo vale uguale.

per la punizione non vedo perchè debba essera proporzionata, se così si facesse si dovrebbe tornare alla vecchia legge del taglione (occhio per occhio dente per dente), penso che la punizione debba essere finalizzata ad un qualcosa e non fine a se stessa.

inoltre dimentichi un profilo, quello della educazione della società, su cui lo stato ha grandi responsabilità: sicuro di voler insegnare ai consociati che i problemi della violenza si risolvono con altrettanta violenza?

e un ultimo profilo (che so che non ti piacerà ma che è almeno da considerare) è quello che mi dice di chiedermi come è possibile che sia successo questo? come può un uomo arrivare a tanto? perchè? che cosa l'ha portato a diventare così? è possibile cambiarlo in qualche modo? e se no.. perchè?

il problema in sostanza penso sia evitare che crescano altre persone che per pochi soldi siano disposti ad uccidere un innocente. insomma educare alla sacralità della vita di qualunque individuo. la pena di morte va proprio verso un senso del tutto contrario.

Monsoreau ha detto...

Io credo che tu pensi ad un mondo che non esiste.
L'ergastolo non o fa nessuno, nemmeno Chiatti che si è visto commutare la pena in 30 ani e dopo 13 era in predicato per uscire (e ci sarebbe riuscito se non ci fossero stati casi recenti con relative polemiche contro i magistrati di sorveglianza.

Uno stato democratico, al termine di un processo regolare e con le dovute garanzie alla difesa, non uccide, ma giustizia.

La deterrenza deve proprio essere indirizzata verso chi può esserne il maggiore ascoltatore che non gli venga in mente di andare oltre con atti estremi proprio perchè, tanto, la punizione è la stessa.

E la punizione deve essere proporzionata, sennò tanto vale dare l'ergastolo a chi ruba una mela così come a chi uccide.

Sulla sicurezza, l'ergastolo non è equivalente, visto che ergastolani di lungo corso non me ne vengono in mente e credo neppure tu possa citarne tanti, se non dopo una lunga ricerca, visto che persino i brigatisti rossi sono tutti fuori a cominciare da Curcio (e fra una decina di anni usciranno anche quelli responsabili dell'omicidio di Biagi, D'Antona e del poliziotto della Polfer).

L'essere inerme di un pericoloso assassino dopo la cattura è ben diverso che l'essere inerme durante il concepimento.

Anonimo ha detto...

Io credo che tu pensi ad un mondo che non esiste.
L'ergastolo non o fa nessuno, nemmeno Chiatti che si è visto commutare la pena in 30 ani e dopo 13 era in predicato per uscire (e ci sarebbe riuscito se non ci fossero stati casi recenti con relative polemiche contro i magistrati di sorveglianza.


è il solito problema di applicazione della legge che non ha a che fare con il principio in sè

Uno stato democratico, al termine di un processo regolare e con le dovute garanzie alla difesa, non uccide, ma giustizia.

questo mi pare un pò retorico ma poco consistente. l'uomo viene ucciso, mi pare un dato oggettivo. se così non fosse non parleremo di pena di morte.

E la punizione deve essere proporzionata, sennò tanto vale dare l'ergastolo a chi ruba una mela così come a chi uccide.

c'è una giusta via di mezzo... non credi? ovvio che chi ha 5 ergastoli si becca la stessa pena di chi ne ha preso uno (teoricamente). ma allo stesso modo la pena di morte se la prenderebbe sia chi ha ucciso un solo bimbo come chi ne ha ucciso cinque. purtroppo c'è un limite come dire... fisico-naturale.


Sulla sicurezza, l'ergastolo non è equivalente, visto che ergastolani di lungo corso non me ne vengono in mente e credo neppure tu possa citarne tanti, se non dopo una lunga ricerca, visto che persino i brigatisti rossi sono tutti fuori a cominciare da Curcio (e fra una decina di anni usciranno anche quelli responsabili dell'omicidio di Biagi, D'Antona e del poliziotto della Polfer).


mi vengono in mente i mafiosi. in ogni caso è vero a parte per questa categoria c'è la possibilità di essere amesso alla libertà condizionale dopo 26 anni di carcere se si prova di essere "ravveduto". questo perchè il nostro ordinamento giuridico prevede anche una possibilità che tu escludi a priori.. quello del cambiamento della persona in meglio.

L'essere inerme di un pericoloso assassino dopo la cattura è ben diverso che l'essere inerme durante il concepimento.

ti assicuro che un uomo ucciso su una sedia elettrica è evidentemente inerme. dopo se vuoi intendere con inerme un altro significato è un altro discorso.

Monsoreau ha detto...

Un assassino è colpevole, un feto ... di cosa ?

La "tenerezza" verso un assassino defnito "inerme" è una offesa alle vittime, che vengono così dimenticate.
Infatte esiste "Nessuno tocchi Caino", ma non "Giustizia per Abele" (magari cambio il nome del blog ;-).

Una persona può cambiare.
Una persona può dire di cambiare, fingere di cambiare, ingannare, come ha fatto anche Izzo, persone che sono propense a credere al cambiamento magari per poter produrre tomi in cui illustrano come sono stati capaci, applicando metodi all'avanguardia, di "recuperare" criminali.
No, non credo che un Chiatti, un Izzo, un brigatista rosso possa cambiare.
Alla prima occasione quelli tornano ad essere un pericolo per la società.
Per questo sono favorevole alla pena di morte: perchè la sicurzza è garantita.
Differentemente dall'ergastolo che, proprio per un ordinamento troppo lassista, non viene mai scontato fino in fondo.
Del resto, a cadenza annuale, ci sono sempre quelli che vogliono amnistie, indulti, grazia ... :-)

Anonimo ha detto...

La "tenerezza" verso un assassino defnito "inerme" è una offesa alle vittime, che vengono così dimenticate.
Infatte esiste "Nessuno tocchi Caino", ma non "Giustizia per Abele" (magari cambio il nome del blog ;-).


ma non ricordi che è proprio il racconto biblico a dire "nessuno tocchi caino".. è Dio che mette un segno su di lui perchè tutti lo riconoscano come criminale e allo stesso tempo nessuno lo possa uccidere..

Per questo sono favorevole alla pena di morte: perchè la sicurzza è garantita.
Differentemente dall'ergastolo che, proprio per un ordinamento troppo lassista, non viene mai scontato fino in fondo.


se il problema è il lassismo dell'ordinamento si può risolvere senza ricorrere alla pena di morte.
cmq hai molte ragioni.

Monsoreau ha detto...

Non sono un esperto teologo però mi sembra che la stessa Bibbia abbia altre parti in cui parla di vendetta e con le quali legittima la punizione, anche massima (e a quei tempi era lapena di morte) nei confronti dei rei.
Credo che nella Bibbia, estrapolandole, si possano trovare singole affermazioni che possono essere usate in ogni circostanza e per suffragare pro e contro.

Sul lassismo dell'ordinamento ho dubbi che si possa intervenire in modo efficace, essendoci troppi interessi che ruotano attorno alla presunta "riabilitazione " e "reinserimento" dei colpevoli.
Da psicologi, sociologi,associazioni volontariato, preti insoddisfatti, contestatori permanenti di ogni ordine sociale ... mi ricordo che quando ero all'università fui costretto a comprare e studiare su un testo (per l'esame di Istitutzioni di diritto penale, intitolato "Carcere e fabbrica", nel quale l'autore (poi docente e recentemente anche consulente della giunta comunista di Bologna in materia di sicurezza) tentava una ardita equiparazione tra la situazione di un carcere e di una fabbrica, considerandoli ambedue strumenti del capitale per imbavagliare il popolo.
Con simili premesse è difficile pensare ad una punizione che duri nel tempo e che garantisca sicurezza ai cittadini onesti ...:-)

Simonini ha detto...

Non sono un esperto teologo però mi sembra che la stessa Bibbia abbia altre parti in cui parla di vendetta e con le quali legittima la punizione, anche massima (e a quei tempi era lapena di morte) nei confronti dei rei.
Credo che nella Bibbia, estrapolandole, si possano trovare singole affermazioni che possono essere usate in ogni circostanza e per suffragare pro e contro.


certo.. ma se fai riferimento a caino una sola è la storia.. senza ombra di dubbio ;)

Monsoreau ha detto...

Eppure, a "pelle", sono convinto che si riuscirebbe a trovare anche una frase specifica contro Caino ... :-)
Buona Pasqua, Aanonimo che hai saputo esprimere le tue posizioni con garbo e civiltà !

Simonini ha detto...

grazie.. continuerò a seguirvi

questo è il testo

(Mt 23:35; Eb 12:24) Gb 15:20-24
9 Il SIGNORE disse a Caino: «Dov'è Abele, tuo fratello?» Egli rispose: «Non lo so. Sono forse il guardiano di mio fratello?» 10 Il SIGNORE disse: «Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dalla terra. 11 Ora tu sarai maledetto, scacciato lontano dalla terra che ha aperto la sua bocca per ricevere il sangue di tuo fratello dalla tua mano. 12 Quando coltiverai il suolo, esso non ti darà più i suoi prodotti e tu sarai vagabondo e fuggiasco sulla terra». 13 Caino disse al SIGNORE: «Il mio castigo è troppo grande perché io possa sopportarlo. 14 Tu oggi mi scacci da questo suolo e io sarò nascosto lontano dalla tua presenza, sarò vagabondo e fuggiasco per la terra, così chiunque mi troverà, mi ucciderà». 15 Ma il SIGNORE gli disse: «Ebbene, chiunque ucciderà Caino, sarà punito sette volte più di lui». Il SIGNORE mise un segno su Caino, perché nessuno, trovandolo, lo uccidesse

Monsoreau ha detto...

Ripeto: l'esperienza insegna che nella Bibbia si trovano citazioni buone per sostenere ogni tesi, tanto che i Padri della Chiesa S.Agostino e S. Tommaso riconoscevano il buon diritto a comminare la pena di morte.
In fondo quella di Dio verso Caino è stata la manifestazione di una "grazia" che è prevista anche nei nostri ordinamenti ed è lo stesso Dio che si è comportato ben diversamente verso Sodoma e Gomorra ... ;-)

Simonini ha detto...

uffa si.. è vero che la bibbia concede la pena di morte in altre situazioni ma in riferimento alla storia di caino (visto che di quello stavamo parlando) c'è una sola versione che è quella scritta... !!!

Monsoreau ha detto...

Prendo per buono: ripeto, non sono un teologo e quel che cito dai Padri della Chiesa deriva dalle reminiscenze di filosofia liceale.
Anche ammettendo che Caino sia stato graziato, altrettanto non è stato fatto per i suoi "eredi" nell'infamia, quindi ... :-)

Simonini ha detto...

io ho fatto copia incolla dalla bibbia

Monsoreau ha detto...

Non lo metto in dubbio, ma la Bibbia non si riduce a quelle 4 righe ... :-)

Simonini ha detto...

la storia di abele e caino si :P

Monsoreau ha detto...

Se ci fosse un solo Caino potrei anche condividere la tua impostazione, purtroppo ne abbiamo le carceri piene ... e non solo le carceri :-)

Simonini ha detto...

va ben ^_^